giovedì 5 febbraio 2015

Building Comics. Architetture della letteratura a fumetti (3)

(3 - continua da qui e qui)

Francois Scuiten - Arts et Métiers metro (1993)
Stazione Arts et Métiers della metropolitana parigina (1994)
Joost Swarte - Toneelschuur (1996)
Joost Swarte, Mecanoo - Toneelschuur (1996-2003)
Non deve dunque stupire la naturalezza con cui personalità di spicco del mondo del fumetto quali François Schuiten e Joost Swarte si siano dedicate con successo alla progettazione di interventi di architettura come la stazione Arts et Metiérs (1994) della metropolitana di Parigi o il teatro Toneelschuur (1996-2003) di Haarlem. Il mestiere di scenografo fa parte integrante dell'attività professionale di Marc-Antoine Mathieu i cui fumetti sono acute riflessioni tra spazio architettonico, spazio grafico e spazio narrativo. Sulla costruzione delle storie correlata ai luoghi dell'abitare gioca Chris Ware in Building Stories (2012), opera che fa della materialità del fumetto un vero e proprio elemento narrativo. Modellini di carta da ritagliare e incollare per ricostruirne le ambientazioni impreziosiscono le pagine dei volumi della sua Acme Novelty Library (1993-) mentre il canadese Seth, per diletto personale, ha realizzato i plastici in cartone di numerosi edifici della fittizia Dominion City che fa da sfondo alle storie da lui narrate su Palookaville (1991-).

Marc-Antoine Mathieu - Le processus (1996)
Marc-Antoine Mathieu - Opéra Bulles (1991)
Chris Ware - Building Stories (2012)
Seth - Palookaville n.21 (2013)
Seth - Dominion City
Se il costruire seduce gli autori di fumetti, con la stessa naturalezza il raccontare per immagini attrae artisti con una formazione specifica nel campo dell'architettura. Guido Crepax, Attilio Micheluzzi, Matteo Alemanno, Manuele Fior (qui in un'intervista originariamente concessa a MAS Context), Matthias Gnehm sono solo alcuni esempi di architetti che hanno saputo magistralmente trasporre la loro sensibilità culturale, compositiva e spaziale nella letteratura disegnata. Anche Massimo Iosa Ghini, architetto di fama internazionale, ha un trascorso giovanile di autore di fumetti e considera tuttora il suo Sillavengo dei primi anni Ottanta un fondamentale laboratorio di progettazione senza vincoli.

Guido Crepax - Valentina. La forza di gravità (1967)
Matteo Alemanno, Zidrou - ProTECTO Tome 2. Madame (2007)
Manuele Fior - L'intervista (2013)
Matthias Gnehm - Mort d'un Banquier Tome 1. La vie coûte cher (2004)
Massimo Iosa Ghini - Sillavengo (1984)
L'architettura stessa, dall'altra parte, subisce il fascino del fumetto. Negli anni Sessanta il gruppo avanguardista inglese Archigram lo riprende come elemento forte di estetica pop per comunicare le proprie visioni di un futuro tecnologico e seducente. Nel 1987 Barbara Radice di Memphis Design organizza a Milano la mostra Architectural Strips coinvolgendo i fumettisti del gruppo Valvoline. Nel 1990 Willem-Jan Neutelings vince il concorso internazionale per la sede dell'Ufficio Europeo dei Brevetti di Leidschendam utilizzando il fumetto per comporre un'efficace presentazione del proprio progetto. In tempi più recenti l'architetto danese Bjarke Ingels ne sfrutta la tecnica nel corposo manifesto Yes Is More (2009) dello studio BIG da lui diretto. Nelle sue caustiche vignette sul mondo dell'architettura lo spagnolo Klaus si avvale del cartoon come efficace strumento di critica disciplinare. Per Jimenez Lai il fumetto diventa elemento programmatico e progettuale di architetture ibride che mettono in discussione i concetti di interno ed esterno, e anche in Italia collettivi come Studio Tam Associati e Parasite 2.0 ne fanno uso nella loro ricerca per un'architettura etica e responsabile.

Archigram - Amazing Archigram 4. Zoom (1964)
Willem-Jan Neutelings - European Patent Office (1990)
Bjarke Ingels - Yes Is More (2009)
Klaus - More Starchitecture (2012)
Jimenez Lai - Sociopaths (2012)
Raul Pantaleo, Marta Gerardi, Luca Molinari - Architetture resistenti (2013)
Parasite 2.0 - Parasite Trip comic (2012)
 Caduto il pregiudizio culturale nei confronti del medium, un'intera generazione di giovani architetti, da un lato all'altro del globo, tende dunque a usare il fumetto con crescente consapevolezza e competenza, con sperimentazioni che arrivano a integrarlo nell'edificio stesso come in The Factory (2009) a Honk Kong di Alberto Cipriani  (dello studio RAD) e Mauro Marchesi.

RAD con Mauro Marchesi - The Factory (2007-2009)
Architettura e fumetto, due arti che rispecchiano la società e che nel corso dell'ultimo secolo sono state protagoniste di rimandi e influenze reciproche; giochi e ammiccamenti, in apparenza, sostenuti tuttavia da poco visibili ma solide basi strutturali. In un'epoca che vede assottigliarsi giorno dopo giorno i confini tra le discipline attendiamoci per il futuro stimolanti e splendide sorprese.

(fine)

Nessun commento: