martedì 3 febbraio 2015

Building Comics. Architetture della letteratura a fumetti (2)

(continua da qui)

Will Eisner - New York. The Big City (1986)
La città in perenne trasformazione diventa così per il fumetto luogo privilegiato delle sue avventure. Per Will Eisner è la scena teatrale del dramma di vivere; Theo Van Den Boogaard  ne fa il fondale impeccabile delle catastrofiche avventure di Léon-la-Terreur; Nicholas De Crecy immagina una New York turrita e imponente costruita con escrementi canini sulle sponde della Loira; Frank Miller fonda Sin City su un bianco e nero manicheo e minimalista; Alan Moore rintraccia la follia di Jack Lo Squartatore nella psicogeografia occulta di Londra; Paolo Bacilieri canta una Milano forse mai così autentica; e nei loro fondali fotografici i mangaka registrano l'ordine caotico della città orientale esplorata a piedi dall'Uomo che cammina (1992) di Jiro Taniguchi.

Theo Van Den Boogaard - Léon-la-Terreur. Léon se pose des questions (1986)
Paolo Bacilieri - Fun (2014)
Jiro Taniguchi - L'uomo che cammina (1990)
Moebius, Enki Bilal, Philippe Druillet fanno della città del futuro il terreno fertile per raccontare mondi lisergici e incubi distopici di insuperata potenza immaginifica e portata cosmica. L'ombra della distruzione imminente domina l'immaginario urbano nipponico da Go Nagai a Katsuhiro Otomo, ma dopo l'11 settembre si proietta anche sull'Occidente. Nella New York sotto assedio raccontata da Brian Wood in DMZ (2005-2012) l'involucro dell'Empire State Building si erge a testimone di una guerra fratricida per poi riconsegnarsi in tutta la sua gloria alla Nazione riappacificata.

Moebius, Dan O'Bannon - The Long Tomorrow (1975)
Enki Bilal -Le sommeil du Monstre (1998)
Katsuhiro Otomo - Akira (1982-1990)
Brian Wood, Riccardo Burchielli - DMZ n.1 (2006)
La figura dell'architetto, ammantata di fascino, diventa anch'essa protagonista di storie e omaggi memorabili. Ombra tra le ombre, Mister X (1984-) si aggira tra i grattacieli di Radiant City alla ricerca spasmodica della propria identità nel tentativo, destinato al fallimento, di porre rimedio ai danni prodotti dalla sua stessa psicoarchitettura. I sogni di Frank Lloyd Wright vengono narrati da Andreas in un intrigante gioco intellettuale di scatole cinesi ne Le Triangle rouge (1995), mentre Cosey usa l'architettura del grande maestro americano come sfondo di una delle sue romantiche storie d'amore. E sempre attraverso una storia d'amore David Mazzucchelli ci consegna la figura tragica di Asterios Polyp (2009), architetto teorico di impronta razionalista ossessionato dalla propria visione dicotomica del mondo.
Lo scontro tra una visione totalmente razionale e le forze irrazionali che pervadono l'universo caratterizza anche l'urbatetto Eugene Robick, personaggio di spicco de Les Cités obscures (1983-) di François Schuiten e Benoit Peeters, seminale ciclo utopistico-retrospettivo fortemente informato dall'architettura nouveau di Victor Horta e fattivamente correlato, attraverso i cosiddetti "luoghi di passaggio", al mondo reale.

Mister X by Dean Motter
Andreas. Le Triangle Rouge (1995)
David Mazzucchelli - Asterios Polyp (2009)
Francois Schuiten - Eugene Robick (1985, serigrafia)
(2 - continua)

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