martedì 8 ottobre 2013

Welcome "Goodbye Topolinia"

Il fecondo rapporto tra architettura e fumetto è un terreno d'indagine denso di stimoli e suggestioni, come testimoniato dalla recente XV edizione del Napoli COMICON dedicata appunto a questo tema. Agli studi emersi in questi ultimi anni si aggiungerà a breve il saggio Goodbye Topolinia di Laura Cassarà e Sebastiano D'Urso. Nell'attesa, Laura ci ha gentilmente concesso una breve intervista con qualche anticipazione sugli argomenti e il taglio del libro.

Ciao Laura. Con Sebastiano d'Urso sei autrice di Goodbye Topolinia, un volume di prossima uscita per le edizioni Malcor D' che ha un sottotitolo intrigante: Sull'architettura e il fumetto. Puoi anticiparci di cosa tratterà il libro?
Il libro è un saggio, scritto a quattro mani, sulle mutue interferenze tra l'architettura e il fumetto. Non si tratta di un compendio enciclopedico, nel senso che non abbiamo nessuna pretesa di aver analizzato tutti gli episodi di intersezione tra le due discipline. Quello che ci interessava maggiormente era analizzare le linee concettuali su cui è possibile ricostruire un'analogia tra queste due forme d'arte lungo tutto il corso della loro storia. Ovviamente alla parte teorica si accompagnano innumerevoli esemplificazioni sia di opere architettoniche che fumettistiche, soprattutto (ma non solo) dove le due categorie convergono in una narrazione che attinge all'una e all'altra disciplina.

Ci racconti come è nato il progetto? L'argomento è di sicuro interesse, ma non sono molti i libri che ne trattano, anzi. E' stato difficile arrivare alla pubblicazione?
L'idea nasce da una lunga amicizia e dal continuo scambio di opinioni sulle opere a fumetti lette di recente e sull'architettura, che è pur sempre il nostro mestiere. In concomitanza anche con l'apparizione di un paio di saggi editi all'estero sul tema, abbiamo cominciato a riflettere sulla possibilità di un nostro personale contributo a questo dibattito. Come tu hai notato, in Italia non sono molte le pubblicazioni a riguardo, e per fortuna abbiamo trovato un editore, con poche ma ottime pubblicazioni all'attivo, che ha subito mostrato interesse per il nostro progetto scommettendosi insieme a noi su questo argomento che in genere è appannaggio soltanto di addetti ai lavori e appassionati.

Tu e Sebastiano siete architetti e ricercatori. Qual è per voi il rapporto tra architettura e fumetto?
Una delle nostre prime osservazioni, durante il lungo lavoro di ricerca sul tema che abbiamo affrontato, è che architettura e fumetto condividono la caratteristica di essere prodotti istintivi dell'essere umano. Dai primi ricoveri preistorici di necessità all'architettura hi-tech, dalle pitture rupestri alle moderne graphic novel, architettura e fumetto sono forme d'arte e mezzi di comunicazione imprescindibili e universali, direi anche necessari. Il loro rapporto diretto (ossia quello propriamente ricercato nei fumetti architettonici e nell'architettura a fumetti) ci sembra un'inevitabile convergenza e rielaborazione di una matrice di base comune.

C'è una parte del vostro studio di cui sei particolarmente fiera? Perché?
Più che di una parte specifica, siamo piuttosto soddisfatti dell'impostazione che siamo riusciti a dare ai contenuti del nostro saggio. Credo che in questo senso il taglio che ne è risultato sia abbastanza originale, sia sul panorama editoriale italiano che su quello internazionale. Speriamo vivamente che sia altrettanto gradito ai lettori e che possa contribuire ad ulteriori studi su questo vasto e stimolante tema.

Immancabile: qual è il tuo architetto preferito / qual è il tuo autore di fumetti preferito?
Impossibile dirlo, trattandosi di due discipline così varie e vaste, di cui entrambi siamo appassionati anche a prescindere dal tema che trattiamo. Per non fare un torto a nessuno, ti rispondo limitandomi a scegliere tra le opere che abbiamo analizzato per il nostro saggio. In questo senso, Peter Zumthor ci piace molto sia per le sue architetture costruite che per la sua elaborazione teorica, mentre sul versante fumetto è stata una gioia approfondire lo studio delle opere di Marc-Antoine Mathieu, autore poco noto in Italia perché poco tradotto e che quindi anche io conoscevo superficialmente, in cui ho trovato una originalissima sintesi di soluzioni grafiche e narrative.

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Note biografiche

Laura CASSARÀ, ingegnere libera professionista, coniuga le attività quotidiane della progettazione con la curiosità scientifica verso i temi dell’architettura, dell’arte e delle tecnologie informatiche e delle loro mutue contaminazioni. Laura, alias Zoe Visconti in Second Life, è progettista specialista nella creazione di architetture e mondi virtuali e per questo è citata e intervistata da Mario Gerosa nel suo Second life, Meltemi, Roma (2007). Esperta del mondo dei balloons, trova nel fumetto le chiavi di lettura più disincantate e autentiche della nostra contemporaneità.

Sebastiano D’URSO, ricercatore universitario, è docente dei corsi di Architettura e Composizione Architettonica e coordinatore scientifico della area Compositiva del Laboratorio di Progettazione del Paesaggio Urbano e della Mobilità del Dipartimento di Architettura dell'Università degli Studi di Catania. Tra le sue principali pubblicazioni: Riflessioni sull’architettura. Per un ripensamento nell’epoca della sua presunta crisi, Bonanno, Acireale-Roma (2012); “Beyond the lightness” in Josep Mias, iGuzzini. Barcelona corporate building, Actar, Barcelona (2012); “Stili innocenti e linguaggi allusivi in architettura” in S. D’Urso, D. Miccione (a cura di), Singolarità e formularità. Saggi per una teoria generale dello stile, Ipoc, Milano (2011); Il senso dell'abitare contemporaneo. 1 La casa unifamiliare, Maggioli, Rimini (2009); Barcellona. Lo spazio pubblico tra infrastrutture e paesaggio, CLUP, Milano (2005). Ha inoltre curato e tradotto le edizioni italiane di: Helio Piñon, Teoria del progetto, Maggioli, Rimini (2009), con saggio introduttivo dal titolo “Contro la solitudine dell’estetico. Helio Piñón e l’architettura contemporanea”; Juan Carlos Arnuncio, Tragica e insolita morte di Francesco Borromini, Bonanno, Acireale-Roma (2012), con saggio introduttivo dal titolo “Le tracce di pietra. Meditazioni sull’architettura e la morte”.

2 commenti:

letitta88 ha detto...

Devo dire che questo è davvero un ottimo libro, sto scrivendo la tesi proprio su questo argomento e l'ho davvero apprezzato, sia per la completezza che per la chiarezza. Davveto un ottimo libro!

biri ha detto...

sì, è un libro importante, un'aggiunta assai benvenuta alla (tutto sommato) scarna bibliografia sull'argomento.
in bocca al lupo per la tesi!
avevo già intercettato il tuo blog qualche tempo fa e, già che siamo in tema, secondo me "beta testing..." è da leggere assolutamente.
;)