giovedì 10 novembre 2011

Notte perpetua

Chip Kidd, Dave Taylor - Batman. Death by Design - DC Comics (2012)
Dopo Nocturne di Pascal Blanchet, il mai sopito fascino dei disegni architettonici di Hugh Ferriss sembra destinato a rinnovarsi nell'appena annunciato (e già atteso con trepidazione) romanzo grafico del Cavaliere Oscuro Batman: Death by Design a firma di Chip Kidd (testi) e Dave Taylor (disegni).
L'uscita del volume è prevista per maggio 2012, quindi le anticipazioni sono ancora scarse, ma la suggestiva immagine di copertina, lo stile di disegno adottato (solo matita), il design Anni Trenta dei personaggi e delle ambientazioni concorrono a creare grandi aspettative.
Il richiamo esplicito al lavoro del cantore della perpetua notte americana fatto da Kidd nel corso di un'intervista a Comic Book Resources è significativo e testimonia del perdurare di un'influenza che nel corso di oltre ottant'anni ha lasciato tracce indelebili nell'immaginario collettivo; tracce che riaffiorano abbondanti nella produzione fumettistica nordamericana, in particolare (ma non solo) nelle opere di Dean Motter di cui (non?) è forse superfluo ricordare il trittico Mister X, Terminal City, Electropolis rilanciato di recente da Dark Horse.
[A Terminal City ho dedicato un capitolo di Sequenze urbane; l'intervento, in forma ridotta, è stato più di recente pubblicato sulla rivista specializzata Fumo di China ma per chi è interessato è disponibile qui nella sua interezza.]

Dean Motter, Michael Lark - Terminal City - DC Comics Vertigo (1996)
Il fascino dei disegni di Ferriss è sicuramente dovuto alla potenza del suo chiaroscuro. Ma è indubitabile che la stessa, enorme mole degli edifici reali o immaginari da lui ritratti con tale efficacia faccia risuonare corde profonde, provocando una vertigine sublime che atterrisce ed esalta.
Tant'è che sebbene l'architettura rappresentata nelle ultime due sezioni di The Metropolis of Tomorrow (il libro più noto di Ferriss) fosse effettivamente un'architettura visionaria, tale aggettivo è stato spesso impropriamente associato all'intera sua attività di prospettivista.

Hugh Ferriss - The Metropolis of Tomorrow (1929)

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