venerdì 2 dicembre 2011

Fantastic Laura

Laura Ferracioli per Lo Spazio Bianco
A chiusura dell'iniziativa Fantastic Four Celebration Lo Spazio Bianco pubblica oggi la controcopertina del numero 1 de i Fantastici Quattro realizzata da Laura Ferracioli, che mi pregio qui di segnalare.
Laura non solo è un'amica, ma è anche un'artista straordinaria in grado di cogliere l'essenza delle cose e darne un'interpretazione acuta e sottile. Le sue opere, in superficie sempre accattivanti, rivelano una densità di lettura insospettata; che non manca nemmeno in questo omaggio all'originale di Jack Kirby che chiude la galleria orchestrata da Davide Occhicone.
Citando direttamente un commento pubblicato sul sito, non posso non rimarcare anch'io come in questo caso "la Donna Invisibile è VERAMENTE invisibile!!!" (Francesca Rossi).
Scontato? Non credo. E tutt'altro che banale.

lunedì 21 novembre 2011

Prime regule dal Gnogno Club: no sta a fevelâ dal Gnogno Club


Ricevo... e violando allegramente la prima regola del Gnogno Club volentieri rilancio!

Ciak! Si ride con i Gnognosaurs!

Vi avranno raccontato che il cinema lo hanno inventato i francesi, e che il padre del più importante metodo di recitazione era un russo. Tutto sbagliato! Prima di loro, nel Giurassico, c'era il maestro Pteroslavskij, il regista più famoso della preistoria.

Sull’onda di un successo consolidato, ecco tornare (dalla preistoria) i Gnognosaurs!
I divertenti fumetti in fiulano, nati dalla matita di Andrea “Dree” Venier, tornano in questi giorni in libreria con Gnognowood, il terzo libro sui simpatici personaggi, edito ora da La Vita Cattolica e sempre fedele all’idea di divertire e tenere viva la cultura friulana anche nella sua diffusione linguistica.
Nuovi protagonisti, nuova veste e nuova cornice per gli amati personaggi, che si cimenteranno con l’ottava musa combinando i soliti disastri, e secondo il classico modo di dire friulano dimostreranno che...

IL GIURASSICO… AL JERE DUT UN CINE!

Difficile che esista ancora chi non li conosce, non li ha mai letti, non ha mai riso con loro…
I Gnognosaurs, divertenti personaggi giurassici nati dalla fantasia e dall’abile mano dell’artista friulano Andrea “Dree” Venier, prendono vita nel 1996 come strisce a fumetto disegnate per divertire ed insegnare.
Disarmanti dinosauri preistorici con la caratteristica di essere particolarmente tonti e di usare, per esprimersi, la marilenghe (in friulano "tonto" o "ingenuo" si dice "gnogno"), sono pubblicati per la prima volta in italiano nel 1995 con il nome di Pazzosauri, ma ben presto si riappropriano delle radici e del loro habitat, assumendo il nome di Gnognosaurs e calpestando il territorio friulano anche nel modo di esprimersi.
Da allora in avanti, la scalata al successo è inarrestabile e la loro simpatia un’arma implacabile!

Per chi volesse incontrarli di persona le presentazioni del libro sono previste per il fine settimana, venerdì alle ore 18.00 a Pordenone presso la “Libreria del Centro” (via Borgo Sant'Antonio, 2) e sabato alle ore 18.30 al cinema “Il Visionario” di Udine (via Asquini, 33).

l'eccelso maestro Pteroslavskij dei Gnognosaurs di Dree Venier
Il simpatico blog dei Gnognosaurs, zeppo di Gnognogadgets e curiosità, è qui.

giovedì 10 novembre 2011

Notte perpetua

Chip Kidd, Dave Taylor - Batman. Death by Design - DC Comics (2012)
Dopo Nocturne di Pascal Blanchet, il mai sopito fascino dei disegni architettonici di Hugh Ferriss sembra destinato a rinnovarsi nell'appena annunciato (e già atteso con trepidazione) romanzo grafico del Cavaliere Oscuro Batman: Death by Design a firma di Chip Kidd (testi) e Dave Taylor (disegni).
L'uscita del volume è prevista per maggio 2012, quindi le anticipazioni sono ancora scarse, ma la suggestiva immagine di copertina, lo stile di disegno adottato (solo matita), il design Anni Trenta dei personaggi e delle ambientazioni concorrono a creare grandi aspettative.
Il richiamo esplicito al lavoro del cantore della perpetua notte americana fatto da Kidd nel corso di un'intervista a Comic Book Resources è significativo e testimonia del perdurare di un'influenza che nel corso di oltre ottant'anni ha lasciato tracce indelebili nell'immaginario collettivo; tracce che riaffiorano abbondanti nella produzione fumettistica nordamericana, in particolare (ma non solo) nelle opere di Dean Motter di cui (non?) è forse superfluo ricordare il trittico Mister X, Terminal City, Electropolis rilanciato di recente da Dark Horse.
[A Terminal City ho dedicato un capitolo di Sequenze urbane; l'intervento, in forma ridotta, è stato più di recente pubblicato sulla rivista specializzata Fumo di China ma per chi è interessato è disponibile qui nella sua interezza.]

Dean Motter, Michael Lark - Terminal City - DC Comics Vertigo (1996)
Il fascino dei disegni di Ferriss è sicuramente dovuto alla potenza del suo chiaroscuro. Ma è indubitabile che la stessa, enorme mole degli edifici reali o immaginari da lui ritratti con tale efficacia faccia risuonare corde profonde, provocando una vertigine sublime che atterrisce ed esalta.
Tant'è che sebbene l'architettura rappresentata nelle ultime due sezioni di The Metropolis of Tomorrow (il libro più noto di Ferriss) fosse effettivamente un'architettura visionaria, tale aggettivo è stato spesso impropriamente associato all'intera sua attività di prospettivista.

Hugh Ferriss - The Metropolis of Tomorrow (1929)

giovedì 3 novembre 2011

Notturno

da "Nocturne" © Pascal Blanchet
La "perpetua notte americana" di ferrissiana memoria rivive nelle vibranti illustrazioni di Nocturne, quarta opera di narrativa disegnata del giovane e talentuoso Pascal Blanchet.
Dopo una lunga gestazione, Nocturne sarà pubblicato a breve dalle edizioni La Pastèque e dalle anticipazioni presenti sullo spazio flickr e sul b l o g dell'autore si preannuncia come una piccola perla curata nei minimi dettagli.
Con il suo stile inequivocabile Blanchet percorre un territorio liminare tra l'illustrazione e il fumetto, e con Nocturne si vedrà se egli ha scelto di sviluppare il modello narrativo adottato ne La Fugue e Rapide Blanc o quello di Bologne, quest'ultima opera molto più vicina delle due precedenti al libro illustrato.
Comunque sia, le magnifiche ossessioni retrò dell'autore (la musica jazz, lo streamline design, l'architettura deco) torneranno nel nuovo libro ad animare la partitura di tavole spettacolari dal forte accento melancolico.
Scelte estetiche che fanno di Blanchet un autore raffinato che disegna musica. Musica per gli occhi.

venerdì 28 ottobre 2011

IT'S CLOBBERIN' TIME!


A partire da lunedì 31 ottobre Lo Spazio Bianco, sito che non ha certo bisogno di presentazioni, renderà omaggio ai 50 anni dei Fantastici Quattro pubblicando online il primo, storico numero della testata rivisitato pagina per pagina da grandi autori del fumetto italiano (o almeno così è dato di capire dal lancio presente sul sito).
Importante contributo a quella che si annuncia come una festa per gli occhi (la copertina è a firma di Cavazzano/Gottardo/Corsi) sarà dato da un apparato critico di cui è già anticipato lo speciale introduttivo di Andrea Plazzi.
Il tutto si dipanerà nel mese di novembre.
E allora tutti pronti... IT'S CLOBBERIN' TIME!

P.S.
Questa celebrazione ai FF è prima di tutto un omaggio al grande Jack Kirby, oggetto in tempi recenti di una vera e propria riscoperta fatta non solo di saggi e di bei volumi da collezione ma anche di tributi appassionati, come in questo caso, da parte di talentuosi fan.
Per quanto ne so, ad aprire la pista sono stati i nostri Alessandro Micelli, Gianluca Maconi e Simone Paoloni con il loro Tales of Avalon, storia tecnomagica di divinità ed eroi edita da ReNoir Comics e giunta ora al secondo volume (con spin off Camelot Chronicles) dopo una prima autopromozione presentata a Lucca 2009.
Anche in questo caso l'omaggio al "Re" è collettivo, perché i disegnatori che hanno prestato la propria arte al progetto sono moltissimi, troppi da elencare in un post scriptum che sta diventando più lungo del post originale.
Dimenticavo: il primo volume si fregia di un'altra bella introduzione, guarda caso, di Andrea Plazzi.

copertina di Tales of Avalon vol.2

giovedì 20 ottobre 2011

Geometrie dello Sguardo (disegnato)


 

Greg Shaw e Marc-Antoine Mathieu, rispettivamente con Travelling Square District (Sarbacane, 2010) e 3 Secondes (Delcourt, 2011), firmano due interessanti opere sperimentali il cui formato inusuale è funzione delle modalità narrative similari che informano i due albi.
In entrambi i fumetti la dimensione rigorosamente quadrata delle vignette e delle pagine - formato che per traslato si estende all'oggetto-libro - è dispositivo privilegiato di indagine spaziale per rappresentare uno sguardo profondo sulla realtà. La zumata dell'atto scopico è infatti lo spunto narrativo comune a entrambe le opere, pur nella diversità delle declinazioni e degli stili che caratterizzano i due autori.

Curiosamente, Travelling Square District e 3" trattano ambedue di tradimenti, omicidi e attentati, e hanno come scenario uno spazio urbano in apparenza smisurato ma in realtà circoscritto dai rigidi vincoli dalla strategia narrativa.
Per Travelling Square District si tratta dello skyline di una città immaginaria “tipicamente” nordamericana che giustappone con la massima libertà elementi di grandi dimensioni (ponti, monumenti, grattacieli ipermoderni e déco) a elementi minori altrettanto iconici (graffiti, insegne, cisterne) prelevati da città reali quali New York, Chicago, San Francisco e reinterpretati da Shaw con ironia sottile. Del resto un film ipercinetico e spettacoloso quale il recente Transformers: Dark of the Moon (2011) di Michael Bay è la dimostrazione di come qualunque città dell'audiovisivo possa essere teatro perfettamente credibile per la messa in scena di architetture fortemente connotate prelevate dal luogo di sedime reale e inserite in un altro ambiente con un'operazione in cui il concetto di fungibilità spaziale acquista una dimensione globale resa possibile dall'autoreferenzialità sempre più spinta dell'architettura contemporanea e dalla sua generale indifferenza al contesto (nel film sopra citato, ad esempio, il cantiere del CCTV di Rem Koolhaas viene trasferito dalla Beijing pre Olimpiadi del 2008 alla Chicago del presente devastata dai Decepticon).

Zou Jian - CCTV (da Croniques de Pékin, Xiao Pan Editions, 2008)
Michael Bay - CCTV (da Transformers: Dark of the Moon, 2011)

Nel fumetto di Shaw l'unità di luogo è dunque costituita da una veduta panoramica urbana, esplorata dal lettore con un canocchiale virtuale che zuma su finestre e terrazze seguendo nello spazio (e nel tempo, attraverso l'uso di flashback) gli spostamenti e le azioni di un insieme di personaggi idioti e fatalmente perdenti. Apertamente ispirato a La finestra sul cortile (1954) di Alfred Hitchcock (omaggiato qui sotto forma di statua), il fumetto procede per vignette dalla forma quadrata raggruppate in numero di quattro o sedici per pagina. Queste risultano dunque grandi o  piccole, secondo due dimensioni prefissate, in funzione della profondità della zumata, con l'obiettivo non secondario di guidare la temporalità di lettura di uno sguardo che scorre velocemente sulla quinta urbana per soffermarsi più a lungo con chiaro intento voyeuristico quando incrocia le persone che calcano la scena.

Greg Shaw - slittamento dello sguardo (da Travelling Square District)
Marc-Antoine Mathieu - penetrazione dello sguardo (da 3")

Anche in 3” l'azione ha luogo in una precisa porzione di spazio (che in questo caso si dilata dal quartiere di una generica città francese alla Luna) e di tempo (i tre secondi del titolo) la cui complessa geometria è sorprendentemente individuata e delimitata da un gioco di riflessi catturati da uno specchio nel corso di una performance artistica. Il fumetto, tutto giocato sulla dualità (bianco/nero, prima/dopo, apparire/essere) è strutturato secondo una griglia di nove (3x3) vignette quadrate per pagina. La loro dimensione fissa pone idealmente ciascuna di esse sullo stesso piano della precedente e della successiva suggerendo un movimento costante dello zoom che in questo caso segue il percorso di un fotone nell'arco di tre secondi; un artificio retorico atto a bilanciare l'inevitabile soffermarsi dello sguardo del lettore su precise vignette più significative di altre per la leggibilità dei dettagli in esse contenuti, dettagli funzionali alla piena comprensibilità dell'intreccio muto ordito da Mathieu che procede per continui ribaltamenti e colpi di scena.

Entrambe le opere, poi, ammiccano o fanno esplicito riferimento alla multimedialità.
In Travelling Squatre Distric un triangolo isoscele con la punta rivolta verso destra, icona universale associata alla riproduzione audiovideo, precede nella lettura la prima vignetta dell'albo segnandone così l'avvio; lo stesso simbolo indica in copertina un piccolo riquadro di cielo a fianco del titolo, riquadro che individua il soggetto della vignetta iniziale all'interno dell'ampia panoramica urbana che fa da sfondo generale alla storia, riprodotta qui al vivo nella sua interezza.
L'immagine di copertina si presenta così di fatto come una mappa che permette di (rin)tracciare idealmente sul panorama urbano il percorso dello sguardo/riquadro (il “travelling square” del titolo ironico) che si dipana nelle pagine interne del volume. Un'attività di orientamento in cui il piano orizzontale caratteristico del movimento fisico è sostituito in questo caso dal piano verticale del movimento (tele)scopico.
3”, invece, nasce addirittura in prima battuta come fumetto digitale trovando solo in un secondo momento opportuna traduzione cartacea. La natura duplice di tale incarnazione, perfettamente coerente con la tematica duale del narrato, rende così possibile una fruizione della storia duplice anch'essa: il lettore (più o meno attivo) della versione su carta può diventare - volendolo - lo spettatore (più o meno passivo) della versione digitale regolando su quest'ultima la velocità di progressione della zumata.



L'analogia tra le due opere si ritrova anche nella modalità di realizzazione grafica dell'effetto di zoom.
Shaw e Mathieu hanno stili di disegno assai diversi, ma la necessità di mantenere inalterata la scena alle diverse scale si traduce per entrambi nel pesante ricorso all'image editing che permette loro di tagliare e ingrandire gli sfondi inserendovi di volta in volta i particolari da osservare, disegnati a parte, per garantirne la leggibilità - con transizioni che in 3”, opera da questo punto di vista estremamente più complessa, non appaiono sempre ben risolte perché nella stampa del libro di Mathieu le linee più sottili talvolta svaporano quasi fossero malamente cancellate.
Per contro mentre nel fumetto di Shaw lo spazio ritratto è uno spazio assoluto dove lo sguardo è libero di vagare ma in cui il punto di vista dell'osservatore/lettore resta fisso e immutabile in un altrove astratto, in Mathieu lo spazio ritratto è uno spazio relativo che si deforma agli occhi dell'osservatore/lettore mentre questi ne penetra il riflesso in funzione della caratteristiche della superficie specchiante e in cui gli errori e la parzialità della percezione risultano funzionali alla costruzione emotiva del racconto.
Laddove Travelling Square District è teatrale, 3” è cinematografico.
D'altra parte Travelling Square District si presenta come una “classica” commedia nera punteggiata dell'ironia e del sarcasmo di Shaw (in ciascun nome dei vari personaggi, per fare un esempio, si cela un'anagramma di quello dell'autore), mentre 3” è un noir drammatico con concessioni minime al sorriso (l'esclamazione inaspettata della mosca presumibilmente colpita di striscio da un colpo di pistola - unico baloon presente nel racconto - è un elemento bizzarro decisamente spiazzante).

Greg Shaw, TRAVELLING SQUARE DISTRICT, Sarbacane, 2010
Marc-Antoine Mathieu, 3” (3 SECONDES), Delcourt, 2011


P.S.
Mi riprometto di tornare sull'argomento con ulteriori considerazioni sulle caratteristiche dello spazio urbano messo in scena nelle due opere appena vincerò pigrizia e verbosità.

lunedì 17 ottobre 2011

A San Vito, tra Jazz e Fumetto

Sabato scorso, nell'incantevole cornice dell'Antico Ospedale dei Battuti di San Vito al Tagliamento (Pn), i fumettisti Giulio De Vita, Dimitri Fogolin, Massimiliano Gosparini e Davide Pascutti affiancati dai jazzisti Luca Colussi (batteria), Massimo De Mattia (flauti), Alessandro Turchet (contrabbasso) e Luigi Vitale (vibrafono) hanno dato vita a un'affascinante performance di improvvisazione musical-fumettistica.


Avvolti dalle atmosfere suggestive e cangianti evocate dalla musica suonata dal vivo, i quattro autori si sono lanciati nella creazione di una breve storia a fumetti improvvisando anch'essi al pari dei musicisti su un tema dato, che nel loro caso consisteva nell'inserire un riferimento a San Vito al Tagliamento nel breve racconto che andavano realizzando.
Il tutto alla presenza di un pubblico curioso e interessato, libero di fruire della musica stando comodamente seduto o vagando tra i tavoli dove i fumettisti, ciascuno impegnato nel suo personale assolo, scatenavano su carta la loro fantasia utilizzando come strumenti matita, china e pennello.
La performance, terminata dopo un'ora in un crescendo travolgente, ha riscosso un ottimo successo, sottolineato dai molti sorrisi soddisfatti dei partecipanti e dai calorosi applausi del pubblico intervenuto.


Giulio De Vita ha sorpreso per l'istintualità e lo spirito decisamente jazz con cui, con un segno inequivocabilmente personale eppure lontanissimo dalla meticolosità e dal rigore che contraddistingue la sua produzione francese, ha realizzato ben diciassette splash page di una storia ipercinetica sospesa tra l'erotico e il fantastico in cui l'iconico campanile di San Vito diventa enorme matitone.


Dimitri Fogolin ha commosso per la delicatezza con cui ha ritratto il volo poetico e onirico sul centro cittadino dello spirito di Pomponio Amalteo, pregevole pittore cinquecentesco noto per i cicli di affreschi realizzati in numerosi centri del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, tra cui appunto San Vito al Tagliamento dove ebbe sede la sua bottega. La tavola realizzata da Dimitri può essere ammirata sul suo blog.


Massimiliano Gosparini, cogliendo forse suggestioni ispirate dal primo brano eseguito dai musicisti, ha messo tavolozza e pennelli a servizio di Sempre dritto, storia di un tentativo di gita al mare "familliare" andato a vuoto e riferimento ammiccante a La Deviazione del fumettista jazz per antonomasia: il grande Moebius.


Davide Pascutti ha divertito per lo spirito e la leggerezza ariosa con cui ha interpretato il tema, dando vita a un metafumetto minimale in cui il dialogo spassoso tra una voce fuori campo e un personaggio iconico sbeffeggia i luoghi comuni su, appunto, la musica jazz e i fumetti.


La performance è stata preceduta dalla presentazione del libro di Flavio Massarutto Assoli di China. Tra Jazz e Fumetto.
Pino Saulo, noto giornalista musicale e conduttore di Rai Radio Tre, e Salva(tore Oliva), grande esperto e collezionista di fumetti, hanno illustrato efficacemente al pubblico un'opera unica nel suo genere a livello internazionale, sottolineando come nell'esaminare i rapporti, gli intrecci tra due arti popolari “testimoni del loro tempo” Massarutto sia riuscito a coniugare un approccio rigoroso alla musica jazz (tanto che il libro può essere considerato un piccolo trattato di musicologia sul genere) alla scrupolosa ricognizione di quanto del jazz il fumetto ha raccontato e raccolto nel corso di oltre un secolo.
In una esemplare fusione, aggiungo io, di consapevolezza - nel senso di competenza tecnica - e cuore.

Una serata bella e stimolante che ci auguriamo possa diventare appuntamento fisso e spunto di ulteriore indagine e ricerca tra mondo musicale, arti narrative e disegno.

sabato 1 ottobre 2011

Dedicaces trevigiane


Breve appunto fuori tempo massimo (tanto per non smentirsi).
La settimana scorsa sono riuscito a fare una scappat(ell)a al Treviso Comic Book Festival, manifestazione alle porte di casa che per varie vicissitudini ho cominciato a frequentare (purtroppo) solo dalla precedente edizione.
Per quanto un pomeriggio non sia bastato per godere appieno del succulento programma di mostre e incontri offerto dal Festival, l'impressione che ne ho ricavato è stata ottima.
Merito sicuramente della quantità ma soprattutto della qualità delle offerte.
La presenza di autori come Makkox e Stephane Levallois (sono ancora commosso per le dedicaces strepitose) unita alla dimensione raccolta della mostra mercato e al carattere diffuso dell'offerta espositiva che le fa da corollario sono punti di pregio che spero di ritrovare la volta prossima e negli anni a seguire.

venerdì 30 settembre 2011

Assoli di Fumetto


Sabato 15 Ottobre, ore 18.00
ASSOLI DI CHINA. TRA JAZZ E FUMETTO
San Vito al Tagliamento, Antico Ospedale dei Battuti

presentazione del libro Assoli di China. Tra Jazz e Fumetto (Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri) di Flavio Massarutto con l’autore, Salvatore Oliva (storico e critico del fumetto) e Pino Saulo (giornalista musicale, conduttore di Radio Rai Tre)

a seguire performance dal vivo di Jazz e Fumetto con

Giulio De Vita - disegni
Dimitri Fogolin - disegni
Massimiliano Gosparini - disegni
Davide Pascutti - disegni

Massimo De Mattia - flauti
Luigi Vitale - vibrafono
Alessandro Turchet - contrabbasso
Luca Colussi - batteria

Da non mancare.

martedì 27 settembre 2011

Fumetto e urbanistica


 immagine di Giuseppe Lo Bocchiaro

Da pochi giorni è attivo il blog Il linguaggio del fumetto tra città e Piano dell'architetto e fumettista palermitano Giuseppe Lo Bocchiaro, autore tra le altre cose del libro Mauro Rostagno. Un rivoluzionario ucciso dalla mafia edito da Beccogiallo.
Con questo nuovo blog Giuseppe si propone di pubblicare a puntate con cadenza quotidiana la sua tesi di dottorato dedicata allo studio del fumetto rapportato all'urbanistica in chiave analitica e progettuale.
Una lettura chiaramente consigliatissima.

sabato 17 settembre 2011

Klaus in CLOG

Il primo numero di CLOG, dedicato all'architettura di BIG, ospiterà un articolo di Klaus relativo al volume Yes is More, excursus a fumetti sulla produzione architettonica dello studio danese capitanato dal bravo Bjarke Ingels.
L'intervento di Klaus è disponibile sul suo blog.

Aggiornamento 27/09/2011: è ora disponibile il testo integrale.

venerdì 16 settembre 2011

Fumetti e Jazz

Per non ripetere gli errori del recente passato, finché sono in tempo segnalo alcuni eventi fumettistici che avranno luogo nel pordenonese questo week end.

Sabato 17 settembre 2011, ore 15.00
Giulio De Vita
EROI OLTRE I CONFINI KIDS
Palestra delle Scuole Medie, Fiume Veneto

Inaugurazione della mostra dedicata a Giulio De Vita, organizzata all'interno della manifestazione Fiumettopoli 2011. Una retrospettiva aperta fino a domenica 25 settembre che, a complemento dell'importante mostra dedicata all'autore pordenonese tra il febbraio e il marzo di quest'anno presso la Galleria di Arte Moderna e Contemporanea del capoluogo, offre spazio ai lavori d'esordio e alle tavole realizzate per Kylion .


Domenica 18 settembre 2011, ore 10.00
Giulio De Vita, Vittorio Centrone
LEMURI IL VISIONARIO
Spazio Rodari, Piazzale Ellero dei Mille, Pordenone

Presentazione del fumetto che integra l'omonimo progetto intermediale già composto da un volume, un cd musicale e uno spettacolo teatrale che vedono protagonista il misterioso Lemuri. Evento inserito all'interno del festival pordenonelegge.it

I numerosi impegni di Giulio in questo periodo sono elencati per esteso nel suo blog.

And last but not least:


Domenica 18 settembre 2011, ore 18.30
Flavio Massarutto, Luca Grizzo
ASSOLI DI CHINA
Ridotto del Teatro Verdi, via Roma, Pordenone

Presentazione dell'omonimo libro di Flavio Massarutto dedicato all'affascinante rapporto tra jazz e fumetto. Il saggio è arricchito da corpose appendici tra cui due fumetti inediti scritti dallo stesso Massarutto per i disegni di Massimiliano Gosparini e Davide Toffolo. Evento inserito all'interno del festival pordenonelegge.it

And speaking of...

Hugo Pratt – BRR..BRRR!

In tema di segnalazioni tardive, dal 9 luglio al 31 agosto si è tenuta a Pordenone presso la Sala esposizioni della nuova Biblioteca Civica una singolare mostra dedicata non solo a uno degli aspetti probabilmente meno noti di Hugo Pratt - la sua attività di pittore e grafico d'arte – ma anche alle pubblicazioni sulla sua figura e quelle che hanno esercitato un'influenzata su di lui negli avventurosi anni giovanili.
L'esposizione, dal singolare titolo Hugo Pratt – BRR..BRRR!, era costituita così da opere rare (una serie di serigrafie a colori e una pittura su tela risalenti alla metà degli anni Sessanta) e una oculata selezione di volumi altrettanto curiosi punteggiata da vere e proprie chicche tra cui un libro di poesie in dialetto veneziano del nonno Eugenio Genero, una striscia originale di Milton Caniff tratta dalla serie Terry and the Pirates e soprattutto una tavola originale dello stesso Pratt in cui l'autore di fumetti cita il se stesso pittore inserendo un proprio quadro nello sfondo di una vignetta.
I materiali, provenienti dalla collezione Meneguzzo (le opere) e dalla biblioteca privata di Salvatore Oliva (i volumi e le tavole originali), permettevano così di apprezzare le poco note incursioni di Pratt nel mondo dell'Arte contestualizzando la figura sfaccettata del grande “fumettaro” (come era solito definirsi) attraverso le sue letture giovanili e i libri che della sua vita hanno parlato.
Un approccio singolare e interessante che poneva come fulcro dell'intera esposizione il portfolio dei British winter's grenadiers realizzato da Hugo Pratt tra il 1964 e il 1966 il cui titolo fuori dal comune (BRR..BRRR!, appunto) può essere fatto risalire, in base a un aneddoto tutto da verificare, alla balbuzie di un amico del Maestro che gli fece da accompagnatore durante un soggiorno londinese.
Chissà...

Comunque sia, una mostra riuscita, dalle dimensioni contenute (ma esaustiva) che dimostra ancora una volta la sensibilità del territorio e degli operatori culturali pordenonesi nei confronti del fumetto e delle arti.

Ulteriori informazioni sulla mostra (ahimè, chiusa da tempo) possono essere reperite nel sito della Biblioteca Civica di Pordenone.

mercoledì 14 settembre 2011

Dove il Natisone è più verde

Parlare di Luigi Molinis non è facile.
Architetto, designer, pittore, scrittore, poeta e fumettista, Molinis è stato - ed è - questo e molto altro.
Un interessante incontro pubblico incentrato sulla sua attività poetica e letteraria cui ho assistito ieri sera mi stimola a segnalare, per quanto con un certo ritardo, la bella ed esauriente mostra a lui dedicata presso la Galleria di Arte Moderna e Contemporanea “Armando Pizzinato” PARCO di Pordenone.
Prorogata fino al prossimo 2 ottobre, Luigi Molinis - Niente centrini sul televisore percorre la multiforme produzione dell'architetto/designer in campo plastico e visivo.
Il disegno, arte alla base di tutte le arti, funge nell'esposizione da subliminale Caronte, traghettando il visitatore da una disciplina all'altra lungo un percorso che offre uno sguardo conturbante sui personali inferi di un artista inquieto che sul concetto di Patologia fonda la propria teoria dell'Arte.

Mostra e catalogo a cura di Ivo Boscariol e Marco Minuz.

venerdì 2 settembre 2011

I 3 (geniali) Secondi di Marc-Antoine Mathieu


Opera dalla doppia incarnazione (fumetto "tradizionale" e "digitale") e dalla - potenziale - doppia fruizione (per "lettori" e "spettatori"), 3" di Marc-Antoine Mathieu si preannuncia come un capolavoro.
Di imminente uscita per Delcourt, è una storia muta che racconta ciò che accade in tre secondi (il tempo impiegato da un fotone per andare e tornare dalla Terra alla Luna) in una fetta di realtà individuata dai molteplici riflessi che ne costituiscono i quadri.
E' possibile ammirare la maestria dell'Autore nella succosa anteprima pubblicata sul sito BD Gest' da cui sono tratte le immagini qui riportate.


Ma al di là del talento innegabile di Mathieu, i cui soli disegni sono una gioia per gli occhi, 3" si presenta soprattutto come un'interessante e profonda riflessione sull'atto scopico e sul futuro del Fumetto.


martedì 30 agosto 2011

P.O.E.

Ricevo e volentieri divulgo:


Venerdì 9 settembre alle 20.30 abbiamo bisogno di comparse per la scena del cortometraggio di Matteo Corazza Gli occhiali. Il cortometraggio rivisiterà in chiave moderna tre racconti del grande scrittore Edgar Allan Poe.

ABBIAMO BISOGNO DI CHIUNQUE VOGLIA PARTECIPARE, PRESENTATEVI VESTITI ELEGANTI, CON ABITO ELEGANTE E/O DA SERA ALLE 20.30 PRESSO IL CASTELLO GIOL DI SAN POLO DI PIAVE (TV)
Il cortometraggio sarà stampato e distribuito in DVD assieme ad altri 13 corti sul grande scrittore. A fine ottobre sarà proiettato al festival di Nizza e ad altri prestigiosi festival! Cosa aspetti!!
Scrivi a giranumfilm@libero.it, sorzproduction@tiscali.it per dare la tua adesione, e presentati alle 20.00 - 20.30 vestito elegante la sera del 9 settembre e dillo anche ad amici e amiche!

DIVULGATE PER FAVORE QUESTO COMUNICATO!!

Grazie

Matteo

mercoledì 10 agosto 2011

Mi-là-no

Dal sempre interessante Fumettologicamente scopro (stavolta per via indiretta grazie a un commento di Claudio Calia) una simpatica iniziativa del Corriere della Sera che per il mese di agosto pubblica settimanalmente brevi racconti a fumetti ambientati nei musei milanesi.
Si inizia con Diabolik al Castello Sforzesco per poi passare con Baronciani alla Pinacoteca di Brera.

P.S.
In tema di quotidiani e fumetti, su il Fatto Quotidiano di oggi è presente un bell'articolo di Luca Telese sul Texone di Magnus (che si guadagna addirittura un richiamo in prima pagina). La recente riedizione del capolavoro del Maestro diventa occasione per Telese di rievocare l'intervista concessagli da Magnus una settimana prima della morte.
Della nuova edizione del Texone scrive con il dovuto trasporto il sempre impeccabile ed esauriente Andrea Plazzi sul suo blog.

sabato 9 luglio 2011

24 Hour Comics Day Books

Giovedì 28 Luglio
BIBLIOTECA CIVICA
Piazza XX Settembre
Pordenone
ore 18.30


PRESENTAZIONE VOLUMI 24 HOUR COMICS DAY A PORDENONE Edizioni 2009 e 2010

Anche questa volta è stata dura ma ce l'abbiamo fatta. Con i nostri tempi e un lavoro da formichine (siamo pur sempre un'associazione di volontariato orfana di una propria sede causa alluvione) siamo riusciti a pubblicare i fumetti prodotti in seno alle ultime due edizioni del 24 Hour Comics Day che abbiamo organizzato nel 2009 e nel 2010.

Il 24 Hour Comics Day è una maratona ludico-artistica non competitiva nata negli Stati Uniti nel 2004 da un'idea di Nat Gertler e Scott McCloud in cui ciascun partecipante sfida se stesso nella creazione di un fumetto di 24 pagine in 24 ore nel corso di un evento collettivo aperto al pubblico che si svolge in contemporanea in tutto il mondo.
Vastagamma ha aderito all'iniziativa nel 2007 e da allora ha riproposto la performance nel 2009 e nel 2010.
Tutte le informazioni su com'è andata nelle due edizioni in oggetto qui e qui.

Grazie al supporto delle Edizioni L'Omino Rosso i due volumi saranno disponibili presso tutte le librerie, consentendoci di dare massima diffusione e visibilità al lavoro svolto dagli indomiti temerari che hanno affrontato la sfida divertendosi e divertendo il pubblico intervenuto numeroso in quelle due giornate dedicate al fumetto.

La presentazione dei libri avverrà alla presenza degli autori giovedì 28 luglio alle ore 18.30 presso la nuovissima sede della Biblioteca Civica di Pordenone in Piazza XX Settembre.

venerdì 13 maggio 2011

Il Muro è crollato

Ieri sera alla O2 Arena a Londra, Roger Waters e David Gilmour di nuovo insieme per Comfortably Numb.



E per il gran finale si è unito anche Nick Mason.

martedì 10 maggio 2011

Ma va in Cina!

Riprendo da AfNews la notizia che MVRDV, il noto gruppo di architetti olandesi, ha vinto il concorso internazionale per il Museo Cinese del Fumetto e dell'Animazione di Hangzhou.
Qui sotto il video di presentazione del progetto:



Per quanto sia ovviamente ancora allo stadio preliminare, il progetto solleva un certo interesse (e al tempo stesso qualche interrogativo).
Ficcante, tuttavia, il commento dell'utente caboom sul sito Designboom: un significativo link accompagna la domanda: "MVRDV, perché?"
In effetti il progetto di MVRDV ha svariate analogie con quello elaborato da Erick Kristanto per il concorso internazionale di idee per la nuova sede del MoCCA di New York bandito qualche mese fa da suckerPUNCH, bando cui ho fatto un breve accenno qui e qui.
A saltare agli occhi non è solo il medesimo utilizzo della forma-baloon (per gli spazi) e della spirale (per i percorsi) - in se stessi questi elementi non sono certo originali; anche presentazione e rappresentazione del progetto hanno molto in comune.
Ed è questa, forse, la cosa che più fa riflettere.
Peccato, perché Winy Maas e soci a metà degli anni Novanta con budget risibili facevano questo:

domenica 17 aprile 2011

YES IS CORE

Non la condivido ma segnalo volentieri la recensione sul sito d9 del (a mio avviso invece straordinario) libro YES IS MORE (ed. Taschen) di Bjarke Ingels dello studio danese di architettura BIG.
Il sottotitolo, An Archicomic on Architectural Evolution, credo lasci pochi dubbi in merito alla natura dell'oggetto.
Qui sotto Bjarke Ingels a TED.

lunedì 4 aprile 2011

Fly on The Wall


Non ci sono parole per esprimere l'emozione vissuta al concerto di Roger Waters di sabato scorso al Forum di Assago.
In Rete si trova di tutto: fotografie, filmati, canzoni.
Ma non ne vale la pena: è un'esperienza da vivere.

Solo due note a margine, per un puntiglioso come il sottoscritto.

1.
Senza tema di smentite posso affermare che voi organizzatori siete o degli sprovveduti o dei filibustieri.
Secondo anello non numerato.
Persone OVUNQUE. Sugli spalti (tutti i posti a sedere erano occupati), sulle scalinate, sui passaggi.
Alla faccia della sicurezza.
Delle due l'una: o avete fatto entrare gli spettatori nei settori sbagliati (sprovveduti) o avete venduto più biglietti del dovuto (filibustieri).
In entrambi i casi dovrebbero impedirvi di continuare a fare questo mestiere.

2.
Caro Christian dei Palazzi, il tuo problema non è che sei un borghesuccio arrogante e presuntuoso, figlio degli stereotipi e macchietta di te stesso.
Caro Christian dei Palazzi, il tuo problema non è che credi di essere intonato (ma non lo sei), credi di conoscere le canzoni (ma non le sai) il tuo inglese fa schifo e sei puntualmente fuori tempo.
Caro Christian dei Palazzi, il tuo vero problema è che eri presente, ma non ti sei nemmeno reso conto di quello che ti stavi perdendo.

lunedì 21 marzo 2011

Eroi oltre i confini (virtual tour)

Con un bilancio di oltre 5.200 visite si è chiusa ieri la mostra sugli Eroi oltre i confini di Giulio De Vita curata da Salvatore Oliva e dal sottoscritto con allestimento dello studio DreossiCrea.
Doverosi ringraziamenti ai numerosi visitatori e a chi ha speso belle parole in Rete come Anna Castellari, Michele Ginevra, Alessandro Olivo e Luca Boschi.

A mostra finita e disallestita non resta che l'immersione possibile in un tour virtuale che inizia qui:



































E per finire gli omaggi dei visitatori:



Di cui due molto speciali:



Ah, cuore di zio!

P.S.
Per chi lo volesse, con un po' di fortuna (forse) è ancora possibile reperire qualche catalogo o portfolio (e altri piccoli gadget).