martedì 4 maggio 2010

Magnus Beniaminus (2) - L'Autorità

Da sempre il fumetto ha riservato un'attenzione particolare alla città e alle architetture di Londra. Riprendo un discorso iniziato qualche post fa e riporto di seguito qualche considerazione laterale sulla città del fumetto nel XXI secolo.

Authority è una cellula semi-anarchica di postumani votati a imporre ovunque e unilateralmente il proprio senso di giustizia.
Pubblicate dall'etichetta Wildstorm di DC Comics le storie di Authority si segnalano per la dimensione globale delle minacce affrontate dal gruppo; minacce che, come quasi sempre accade nel caso dei supereroi, si manifestano nella tradizionale forma di un attacco dell'antagonista di turno contro la città. Tuttavia fin dagli inizi della serie (1999) la carica di violenza e distruzione è superiore a quella presente nei fumetti di genere del periodo. Nel primo numero della testata la città di Mosca viene attaccata e rasa al suolo in meno di tre pagine da un commando di cloni superumani in grado di volare e sprigionare energia dagli occhi.




Per quanto il tutto avvenga secondo il più classico dei cliché, l'esplosione che letteralmente polverizza la Cattedrale di San Basilio è il metaforico annullamento, radicale e definitivo, dell'intera Mosca poiché (almeno in apparenza) nega a priori la possibilità della ricostruzione di quell'edificio-simbolo, non a caso utilizzato come elemento informante della vignetta d'ambiente che introduce il lettore alla scena dell'attacco.
Analogamente, all'interno dello stesso numero, anche Londra subisce un destino simile, con un assalto che tra i primi obiettivi vede l'iconica Torre dell'Orologio che rovina su se stessa attraversata da parte a parte da un vero e proprio proiettile (super)umano.


Le grandi metropoli e i loro monumenti rivestono dunque qui un ruolo centrale. Il crollo della struttura in elevazione, un'immagine che si ripete costante per tutti gli edifici più rappresentativi delle città di volta in volta teatro degli scontri (comprese le Twin Towers di New York), equivale così a una caduta simbolica della civiltà stessa che dalle vette di un progresso pomposamente celebrato nella pietra e nell'acciaio si riscopre inerme di fronte alle macchinazioni di poteri inafferrabili che sfuggono alle tradizionali classificazioni in quanto non più riconducibili all'ambito della criminalità organizzata bensì ascrivibili a un terrorismo apolide.
Questo, incidentalmente, in anticipo sui tristi fatti dell'11 settembre. Tanto che nel 2001, all'indomani dell'attentato al World Trade Center, la testata The Authority ebbe considerevoli problemi per le storie giudicate eccessivamente violente e non appropriate al nuovo clima instauratosi.
In realtà, considerata la serie nel suo complesso, il tono in apparenza pessimistico di tanta devastazione, che vorrebbe suggerire la dimensione globale dei problemi del nuovo millennio, progressivamente si stempera perché proprio le città rase al suolo senza appello nelle storie pubblicate appena qualche mese prima si presentano nel successivo ciclo narrativo nuovamente nella loro integrità, edifici storici compresi, a ulteriore dimostrazione da un lato della centralità del monumento nella definizione dell'immagine urbana condivisa, dall'altro del nostro rapporto comunque mediato con una realtà fisica che, venuto meno il nesso con la Storia, si fa sempre più virtuale e dunque potenzialmente passibile di qualunque modifica, al punto che il lettore medio di tale incongruenza non ha nemmeno la percezione.
Una rediviva Londra con tanto di svettante Torre dell'Orologio, ad esempio, viene nuovamente devastata al termine della miniserie Number of the Beast (2008) al fine di costituire lo scenario catastrofico della quarta serie regolare dedicata ad Authority.



Ancora una volta le architetture storiche fungono da inevitabili elementi chiave delle vignette d'ambiente, in questo caso con una presenza significante della Cattedrale di St Paul di Sir Christopher Wren la cui cupola maestosa, che nel fumetto si staglia obliqua contro un cielo perennemente plumbeo, sottolinea in modo appropriato il tono apocalittico e dannato della vicenda. Essa infatti è situata nel punto più alto di Londra; venne ricostruita da Wren nella sua forma attuale a seguito del terribile incendio che nel 1666 distrusse gran parte della città e sopravvisse poi ai bombardamenti nazisti della Seconda Guerra Mondiale. La sua immagine così aggettivata richiama dunque tanto la catastrofe che la resistenza alla catastrofe stessa, per quanto tra i marmi anneriti dal fumo delle esplosioni non sembri albergare più alcun sentimento religioso.


D'altra parte Londra, con la sua amalgama di antico e moderno, si presta naturalmente come ambientazione suggestiva proprio a causa della stratificazione di significati che ne caratterizza il tessuto urbano. In The Authority, infatti, compaiono con analoga forza visiva anche alcune delle architetture contemporanee che hanno contribuito a dare un volto nuovo a Londra. Si veda ad esempio il caso del Gherkin di Sir Norman Foster che in una sequenza spettacolare della quarta serie sembra sopravvivere intatto allo schianto sulla città del Carrier, la titanica astronave del supergruppo.



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