martedì 23 marzo 2010

Dalle zucche alle merendine

Ieri notte, al rientro da una lettura teatrale di Moni Ovadia, nuova sorpresa sull'uscio di casa.


Un sacchetto di cartacce di merendine.


Continuo a dubitare dell'intento pubblicitario (per quanto le vie della pubblicità siano infinite) e nel contempo a ritenere che l'origine della goliardata sia da imputare a un uso poco moderato della bevanda regionale.
Almeno, rispetto all'altra volta, questo giro nessuno ha potenzialmente corso il rischio di farsi male.
E' già un progresso...

2 commenti:

- ES - Emiliano Simonelli - ha detto...

raccogli tutti gli indizi... secondo me ti stanno mandando dei messaggi in codice.

Stai in guardia...

biri ha detto...

sì, questi pubblicitari furbacchioni vogliono sottilmente influire sulle mie abitudini alimentari!
:-)

scherzi a parte, restando in tema di fatti personali ieri a un convegno per professionisti (*) mi hanno pure fregato l'ombrello, regalo di natale, nuovo, usato una volta sola appunto per fare i 200 metri dal parcheggio al palazzo.
la cosa bella è che è la seconda volta che mi succede: l'anno scorso mi hanno inculato un ombrello identico, sempre regalo di natale e anche quello mai usato prima!

povera italia, stretta tra ladri e giocherelloni!

(*) per smorzare sul nascere eventuali critiche chiarisco che riporto le circostanze del fattaccio per una banale questione di retorica: il fatto che il luogo fosse un palazzo storico in centro città e che fossero presenti solo professionisti (in genere danarosi - io costituisco l'ovvia eccezione) enfatizza la povertà mentale di chi ha compiuto il gesto. come quella volta che mi hanno inculato l'ombrello (un altro ancora e anche quello un regalo) al cro di aviano (ospedale oncologico), l'ultimo luogo dove ti aspetteresti che qualcuno possa fare una cosa del genere...