martedì 9 marzo 2010

Amici (1)

No, il post non c'entra nulla con la trasmissione.
E' un'occasione per parlare dei fumetti più o meno recentemente realizzati da alcuni giovani autori che ho il piacere di conoscere, ogni tanto frequentare, e che stimo. Tutto risale al 24 Hour Comics Day Vastagamma del 2007, evento che mi ha permesso di condividere con Alessandro Micelli, Davide Pascutti e Gianluca Maconi (e altri) un'esperienza davvero unica. A tutti e tre, poi, in tempi più recenti ho propinato i miei soliti gnocchi al burro, zucchero, parmigiano e cannella (quantità ingredienti: q.b.). Non mi hanno ancora tolto il saluto, quindi posso ritenere che abbiano gradito.

La cosa curiosa è che i tre fumetti dei quali mi accingo a riportare qualche breve nota sono accomunati dalla mia scarsissima conoscenza della materia iniziale da cui le storie raccontate originano: non seguo infatti alcuno sport (anzi, ho antipatia per lo sport in generale), ho letto pochissimo Kirby (lo so, è una bestemmia) e mitologie e filosofie orientali sono vaghi ricordi risalenti ormai a un'adolescenza impregnata di Dungeons & Dragons e del suo "sincretismo del meraviglioso" (su cui mi sa che prima o poi scriverò un post).

Si inizia con:


Davide Pascutti
Fausto Coppi. L'uomo e il campione.
BeccoGiallo


La bella storia su Coppi scritta e disegnata da Davide Pascutti è la prima prova completa di ampio respiro di questo fumettista udinese dal forte segno autoriale. Edito da BeccoGiallo il volume si inserisce nel fortunato filone delle biografie a fumetti, un genere sempre più diffuso che si alimenta delle ricorrenze, in questo caso il cinquantenario della morte del famoso ciclista.
La scelta di concentrarsi su un anno particolarmente significativo della sua carriera (il 1949) anziché cercare di comprimerne in 70 pagine la vita intera ha il pregio di individuare nel Coppi uomo il soggetto principale del volume. Messa da parte la Dama Bianca e con essa l'aspetto scandalistico (per l'epoca) della vicenda del Campionissimo, Pascutti si sofferma sulle qualità umane di Coppi, su una forza e una fragilità che dal corpo si rispecchiano nel carattere e viceversa.
Ne emerge una figura la cui forza sembra irrimediabilmente segnata dalla solitudine, ben esemplificata dalla storica fuga di 192 chilometri dell' “uomo solo al comando” nella Cuneo-Pinerolo del 1949 con cui si apre il volume. Seguendo Coppi negli straordinari eventi che quello stesso anno lo porteranno a vincere il Tour de France Pascutti si fa interprete di un cambiamento nell'animo dell'atleta. Sul volto scavato e triste del ciclista, fonte di ispirazione per il Champion dello splendido Appuntamento a Belleville di Sylvain Chomet (a sua volta riferimento di Pascutti), compare poco alla volta il cenno di un sorriso, la plausibilità di una felicità resa possibile dal superamento delle proprie paure e della rivalità storica, forse solo immaginata, con l'antagonista Bartali.


L'Italia del periodo è infatti presente sullo sfondo nella vicenda parallela dei due ragazzini Vittorio e Gianni accomunati dall'amicizia ma divisi nel tifo per Coppi e Bartali. Anche la sfida fantasticata da Vittorio tra i due ciclisti per il ruolo di capitano della squadra italiana al Tour de France richiama un'epoca il cui immaginario era fortemente connotato dai film americani.
Cenno doveroso meritano infine le tavole oniriche, un accorgimento con cui Pascutti, attraverso un simbolismo di semplice comprensione, racconta con naturalezza e forza espressiva l'epilogo della vicenda personale del Campionissimo ponendolo come premessa ai fatti narrati.
Come nelle opere precedenti, l'autore utilizza infatti con grande consapevolezza e libertà la grammatica del Fumetto. La composizione e la struttura della pagina variano costantemente in funzione della narrazione; i disegni riquadrati o al vivo si dilatano e si contraggono fluidi assecondando la lettura, con numerosi colpi d'immagine che trovano (forse) un unico momento di ridondanza. In conclusione, Fausto Coppi. L'uomo e il campione si rivela bella e riuscita “opera prima” di un autore completo.

4 commenti:

Davide Pascutti ha detto...

Carissimo, grazie x la recensione!
Sono contento che il libro ti sia piaciuto e mi fa piacere vedere che hai colto esattamente quello che m'interessava trasmettere!
Ciao!
Davide

PS: Prima o poi ti strapperò il segreto degli gnocchi burro-zucchero-parmigiano-cannella! :)

biri ha detto...

sei tu che hai compiuto il miracolo di avvicinare un antisportivo come me a un campione del ciclismo...
... ma diciamolo a voce bassa, altrimenti mi gioco la credibilità con i referenti della festa dello sport!
;-)
a presto!

Gianluca Maconi ha detto...

ma lo sport non centra, qui si parla di umanità. anche io odio le vicende sportive, ma ho mato il libro di davide.
e poi non c'è nessun segreto in quegli gnocchi. a parte l'umanità del cuoco.
e qui si torna all'assunto iniziale.

biri ha detto...

ok gianluca, te ne sei guadagnato un altro piatto...