giovedì 31 dicembre 2009

Top Five 2009

Anche per il 2009 che in queste ore qui da noi volge al termine tento di dare una personalissima risposta, facendomi violenza, alla fatidica domanda: Quali sono le cinque migliori opere a fumetti uscite in Italia nel corso dell'anno?
Senza pensarci troppo (altrimenti impiegherei una settimana solo per selezionare il primo titolo) mi esprimo così:


Chris Ware
Jimmy Corrigan. Il ragazzo più in gamba sulla Terra
Mondadori


Opera troppo complessa per poter essere sintetizzata in poche righe, Jimmy Corrigan dimostra la conoscenza profonda di Chris Ware (la padronanza completa verrà forse in opere successive) di quello straordinario mezzo di comunicazione che è il fumetto. Attingendo alla cultura popolare americana di una presunta età dell'oro che nell'immaginario collettivo ha assunto i contorni di un mito autocelebrativo, Ware ne disvela l'inganno raccontando una storia ambientata tra la fervente Chicago dell'Esposizione Universale del 1893 e la banale cittadina di Waukosha dei giorni nostri che ha per protagonisti i figli unici, maschi, di tre generazioni successive vittime di un copione familiare che li condanna a commettere gli stessi errori dei propri padri. Una vicenda a tratti cruda che nonostante un inaspettato cambio di registro, dovuto probabilmente alle esperienze personali vissute dall'autore nel corso della gestazione dell'opera, non nasconde lo squallore di vite qualunqui, le meschinità quotidiane dei cosiddetti perdenti, quelli che la famosa “possibilità” non l'hanno avuta né l'avranno mai.
Nella composizione impeccabile delle tavole e dei disegni, semplici solo in apparenza, c 'è spazio anche per un'ironia amara e per la nostalgia della speranza perduta. Senza mezzi termini, un capolavoro.


Manuele Fior
La Signorina Else
Coconino Press


Trasposizione a fumetti dell'omonimo romanzo di Arthur Schnitzler, La Signorina Else di Manuele Fior è un'autentica gioia per gli occhi.
Elaborando uno stile ispirato al contesto storico in cui la vicenda è ambientata, Fior realizza tavole che fondono morbide suggestioni Art Nouveau (esemplari le forme ondulate delle vignette) con la sensualità e l'erotismo morboso delle altere figure femminili ideate da Klimt e Schiele.
Ne emerge una narrazione in cui si respira un'atmosfera onirica e decadente che asseconda il testo originale nel delineare la psiche fragile e tormentata della giovane protagonista e nel mettere a nudo l'ipocrisia della borghesia mitteleuropea di inizio Novecento.
Una prova bella e riuscita per un sorprendente autore in rapida crescita artistica.


Brian Azzarello, Eduardo Risso
100 Bullets - Appassire
Planeta DeAgostini


Giunge alla conclusione, per certi versi scontata, la cavalcata attraverso l'America orchestrata da Brian Azzarello per i disegni magistrali di Eduardo Risso e le copertine splendidamente efficaci di Dave Johnson.
In un susseguirsi di colpi di scena la guerra fratricida tra i Minutemen e il Trust avanza verso un finale, purtroppo affrettato nella fase conclusiva, in cui tutti i nodi tornano al pettine e ciascuno dei protagonisti trova il proprio tragico destino. Un castigo dai toni biblici segnato dal contrappasso e ricco di riferimenti religiosi opportunamente aggiornati e corretti che lascia a sorpresa uno spazio esiguo per il pentimento. Con una morale che, dopo 100 profetici numeri, forse da Azzarello non ci aspettavamo: il crimine, alla fine, non paga.



Dean Motter, Michael Lark
Terminal City
Planeta De Agostini


Tributo nostalgico all’immaginario metropolitano nordamericano degli anni Venti e Trenta, Terminal City di Dean Motter e Michael Lark è un racconto corale dai toni noir che fonde ucronia e fantascienza in un affresco postmoderno popolato da scavezzacollo falliti, ricchi aristocratici, gangster gouldiani, giustizieri misteriosi, investigatori sikh, avventurieri coraggiosi, gemelle problematiche, gorilla impazziti, sonnambuli che sfidano le leggi della fisica e una miriade di altri personaggi più o meno improbabili.
Sfondo e motore della complicata vicenda, risolta da Motter in modo parziale e inconsueto, è l'affascinante trasposizione immaginaria di quella chimerica “città del domani” con cui New York si autocelebrava nel Primo Novecento fiduciosa dei successi di un capitalismo e di un progresso tecnologico in apparenza inarrestabili. Tra immagini dialettiche e consapevolmente nostalgiche la Città assurge così al ruolo di protagonista assoluta.



Marc-Antoine Mathieu
I sotterranei del Revolù
001 Edizioni


Architettura, simbolismi e giochi di parole caratterizzano questo elegante volume di Marc-Antoine Mathieu commissionato all'autore francese direttamente dal Museo del Louvre. In un bianco e nero straordinario Mathieu racconta la vicenda di Liurseu il Volumista incaricato di valutare l'intera collezione del museo di Revolù, edificio sterminato che già dal nome (un anagramma) si pone come doppio immaginario del Museo del Louvre.
La sua metaforica discesa nei sotterranei dell'antica fabbrica è una riflessione divertita, ma al contempo assolutamente seria, sulla natura dell'arte, sulla sua conservazione e riproduzione, sul restauro, e sul concetto stesso di museo.
Mathieu, autore dotato e acuto, ha qui la possibilità di dare sfoggio della propria bravura tanto nel disegno (eccellente la grafica, superba la costruzione e la resa degli spazi) quanto nelle continue trovate con cui affronta il tema inconsueto e certamente complesso, ben esemplificate dalla sua brillante e ironica soluzione dell'enigma del misteroso sorriso di una ben nota opera d'arte o dalle considerazioni non banali con cui affianca le opere di Mondrian al linguaggio del fumetto.



Aleksandra Machowiak, Daniel Mizielinski
C.A.S.E.*
*Costruzioni Audaci Strane ma Efficaci

Comma 22


Con il fumetto non c'entra nulla, ma il pregevole volumetto di Aleksandra Machowiak e Daniel Mizielinski merita una menzione d'onore per l'approccio leggero all'Architettura con la “A” maiuscola che rende immediatamente “amichevoli” trentacinque esempi di abitazioni contemporanee dal design estremo e radicale. La descrizione delle opere è affidata a un testo stringato ma soprattutto a un efficace disegno tra il naif e l'underground moderno che le vivifica anche quando, paradossalmente, non ne nasconde il rigore formale.
L'assenza di apparato fotografico in questo caso è un valore aggiunto che contribuisce a stimolare ancora di più la sorpresa e la curiosità suscitate a ogni pagina del libro.

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