sabato 27 settembre 2008

Sperimentazioni linguistiche

Alan Moore & Kevin O'Neil, The League of Extraordinary Gentlemen: Black Dossier, Wildstorm/DC Comics

Straordinario.
Alan Moore realizza l'ennesimo capolavoro. Un vero e proprio romanzo grafico nell'unico senso in cui questo termine può essere seriamente utilizzato. Con una trovata semplice, ma geniale, il dossier del titolo finisce per essere il libro stesso (con tanto di copertina cartonata in similpelle nera) che il lettore tiene in mano, composto da un ventaglio eterogeneo di materiali (lettere, cartoline, racconti, fumetti d'epoca, addirittura una tijuana bible!) presentati come lunghe parentesi letterarie tra le tavole a fumetti elegantemente disegnate da Kevin O'Neil. Una sperimentazione continua che culmina con l'inclusione non casuale di un gadget insolito: un paio di occhialini 3D.
Un “oggetto libro” su cui l'editore avrebbe potuto, e forse dovuto, investire di più. Ma non si può certo pretendere che DC Comics ragioni come Chris Ware.
In un'Inghilterra post Grande Fratello (quello di George Orwell, beninteso) Mina Harker e Allan Quatermain, ora fuggiaschi, recuperano un dossier dei servizi segreti che raccoglie notizie sulle gesta delle varie incarnazioni della Lega che si sono succedute nel corso del tempo. L'intricata storia di spionaggio, basata principalmente sui dialoghi, è tuttavia poco più di un pretesto per una cavalcata citazionistica nella cosiddetta letteratura d'evasione di ogni tempo che Moore dimostra non solo di conoscere a fondo ma anche di sapere replicare con esisti convincenti.
Pazienza se la complessità dell'arazzo da lui tessuto richiede qualche sforzo per essere interamente apprezzata. La parte relativa al Golliwog, in particolare, può risultare abbastanza ostica. Un ottimo sito, eventualmente, è utile per individuare (e poter apprezzare) le centinaia di riferimenti più e meno oscuri di cui Black Dossier è disseminato.
La lettura è in ogni caso godibile anche senza un impegno eccessivo, a patto di accettare il libro per quello che principalmente è: una fusione mirabile di forma e contenuto.
Post Promethea e soprattutto post Lost Girls, Black Dossier è una lettura imprescindibile.

Shane Simmons, Longshot Comics. La lunga e inutile vita di Roland Gethers, Proglo Edizioni

Contro la guerra, contro lo sfruttamento, contro ogni forma di ipocrisia. Tremilaottocentoquaranta vignette della stessa, microscopica, dimensione contenenti solo scritte (i titoli e i dialoghi) e puntini (i personaggi) per narrare la vita tragicomica di un uomo qualunque che attraversa il passaggio di un secolo e due conflitti mondiali per morire di Alzheimer nel letto di una casa di riposo. E, soprendentemente, tutto funziona. Facendo ridere, ghignare, piangere.
Shane Simmons ha ideato un'opera di grande complessità e altissimo livello utilizzando le regole linguistiche basiche (la sequenza) e i simboli grafici minimi (quadro, lettera, punto, linea) del medium. Un fumetto senza immagini (sembra una contraddizione, ma non lo è) in cui a dominare sono il ritmo e la parola. Eccezionale.
I miei ringraziamenti a Salva per avermi fatto conoscere questa vera perla fumettistica.

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