domenica 3 agosto 2008

Mi piaccion le sbarbine

Roberto "Freak" Antoni e altri, Freak nn. 1 & 2, Sie

Qualche sera fa sono andato a vedere gli Skiantos.
Bel concerto, mi son proprio divertito.
A questo punto come non parlare di Freak, il fumetto di e con Roberto "Freak" Antoni?
Confesso che, a priori, su questo prodotto ero un po' scettico. Infatti mal sopporto gli autori che si parlano addosso, raccontando ai loro lettori null'altro che la propria vita (spesso, sospetto, assai romanzata) come fosse unica e interessante "a prescindere".
E invece Freak, complice la presentazione "live" cui ho assistito presso Deltacomics (il mitico negozio di fumetti di Rovigo) lo scorso sabato 5 aprile, si è rivelato una vera sorpresa.
Freak (Antoni) è il protagonista di una storia comico/thriller/paranormale ambientata in un'intrigante Bologna esoterica; un giallo nel quale una serie di grotteschi omicidi di noti (e fastidiosetti) esponenti dello spettacolo si intreccia alle vicende personali di Freak stesso e di un suo vecchio amico divenuto nel frattempo poliziotto. Il tutto condito con la giusta dose di approfondimento psicologico e umorismo demenziale. Le atmosfere del fumetto, d'altra parte, sono un omaggio dichiarato alle opere ormai classiche di due grandi maestri bolognesi: Magnus e Bonvi.
Le premesse di Freak sono dunque intriganti, anche se la formula adottata alla lunga dovrà trovare una giustificazione plausibile e veramente originale per non deludere i lettori. In ogni caso quanto visto nei primi due episodi di quella che si annuncia come una prima miniserie di prova e rodaggio è ovviamente troppo poco per avere un'idea precisa dello sviluppo della trama.
Purtroppo però, al di là di qualche felice intuizione, Freak presenta più di un neo. La qualità dei disegni, rigorosamente in b/n, è altalenante. Il cambio di disegnatori ad ogni numero (una precisa scelta editoriale), trattandosi di una miniserie, non aiuta. Anche lo storytelling, spesso, zoppica.
Se Freak fosse un fumetto amatoriale (e venduto a un prezzo popolare) si potrebbero forse considerare questi come peccati veniali, giustificandoli con i tempi ristrettissimi di lavorazione dichiarati dagli autori. Ma 8,90 € per il primo numero e addirittura 13,90 € per il secondo (e il terzo) sono prezzi oggettivamente eccessivi e del tutto fuori mercato per un prodotto con queste caratteristiche. Tiratura "limitata" (2000 copie?) e copie autografe appaiono solo pretesti per confezionare un'operazione del cui ritorno economico sembra proprio sia l'editore stesso a non essere del tutto convinto.
Ma allora perché rischiare in prima battuta?
Peccato.

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