mercoledì 30 luglio 2008

Storie

Andrea Laprovitera e Davide Pascutti, Il maestro, Tunué

La bella presentazione del libro di Andrea Laprovitera e Davide Pascutti tenutasi presso Galleria Vastagamma il mese scorso aveva generato in me aspettative che la successiva lettura de Il maestro non ha deluso.
Il forte segno autoriale di Pascutti supporta una storia venata di poesia dalla cui lettura, per il vero, ho tratto conclusioni alquanto diverse da quelle di altre recensioni o articoli altrettanto lusinghieri presenti in Rete.
Il personaggio principale della storia è un maestro elementare di una cittadina di provincia dell'Italia degli Anni Quaranta che lentamente, ma inesorabilmente, precipita nell'orrore mortifero della Seconda Guerra Mondiale.
La Poesia cui si appiglia per resistere all'avanzata della guerra, e che cerca di trasmettere con amore ai suoi piccoli alunni, si rivela a poco a poco lo strumento di difesa con cui il maestro ha fatto fronte negli anni alle delusioni della giovinezza e all'avanzare della vita.
Ne risulta il ritratto di un uomo credibile e vero, interiormente buono ma anche profondamente debole, incapace di assumere posizione o prendere decisioni forti.
L'effettiva neutralità del (suo) giudizio sui militari e sui fascisti, che il maestro umanamente considera semplici uomini vittime del loro tempo, non salverà il (suo) paese dalla catastrofe a cui quegli stessi uomini lo stanno portando con cieca arroganza.
Solo alla fine, tragica e inevitabile, gli saranno finalmente chiari i versi di una poesia tanto amata e forse, fino a quel momento, non interamente compresa.
Pascutti dimostra di conoscere la grammatica del Fumetto e di saperla utilizzare opportunamente a fini narrativi. Le tavole preparatorie in apertura del volume, poi, sorprendono per una freschezza e una suggestione in parte addirittura superiori a quella dei disegni finali talvolta penalizzati da una stampa molto scura.
Laprovitera avrebbe forse potuto sviluppare maggiormente alcuni importanti passaggi, ma la delicatezza della narrazione e l'universalità del messaggio rendono già da soli Il maestro una lettura consigliata.

Alessandro Di Virgilio e Davide Pascutti, La Grande Guerra. Storia di Nessuno, BeccoGiallo

L'occasione fa l'uomo ladro, così ho approfittato della presentazione de Il maestro per procurarmi finalmente (ma pagandolo regolarmente all'autore, sia chiaro!) anche il libro sulla Prima Guerra Mondiale che Davide Pascutti e Alessandro Di Virgilio hanno realizzato per BeccoGiallo.
La vicenda narrata origina dal viaggio di Luca, quarantenne napoletano in trasferta a Treviso sulle tracce di un nonno mai conosciuto in seguito al ritrovamento delle lettere che quest'ultimo aveva spedito alla moglie dal fronte del Carso durante la guerra del 1915-1918.
Una ricerca al termine della quale Luca potrà finalmente trovare le risposte che cerca e, come in ogni racconto di viaggio che si rispetti, anche se stesso.
La scelta di ambientare il libro in parte ai giorni nostri e in parte nel fango delle trincee della Prima Guerra Mondiale è un espediente forse non originale ma sicuramente efficace per attirare un pubblico non avvezzo o non interessato alle cosidette "storie di guerra".
Come Il maestro (con cui non intendo comunque tracciare forzati parallelismi) anche La Grande Guerra racconta infatti una vicenda dalla valenza universale in cui l'ambientazione storica ben visualizzata da Pascutti funge da sfondo per un atto d'accusa contro ognuna e tutte le guerre.
Pascutti, poi, con le sue matite sporche appena ritoccate al computer si rivela particolarmente indicato (e abile) nella raffigurazione delle scene ambientate al fronte sotto l'impietosa pioggia battente.
Molto bello ed efficace il passaggio del cantastorie siciliano, quasi un "teatro nel teatro" di shakespeariana memoria, che Di Virgilio inserisce nella narrazione con grande effetto.
Complimenti dunque ai due autori, in attesa della presentazione del libro organizzata da Officina Flumen che si terrà il 24 ottobre a Fiume Veneto e per la quale siete fin d'ora tutti invitati.

3 commenti:

Davide Pascutti ha detto...

Carissimo,
più passa il tempo più apprezzo il gran lavoro di promozione e diffusione del fumetto che tu e i tuoi soci state facendo con onestà, precisione, entusiasmo e grande competenza, liberi da ogni tipo di vincolo, tornaconto economico o clientelismo.
Insomma, se oggi esiste una cosiddetta "nuova (e invidiatissima eheheh) scena fumettistica del nord-est" un'importante fetta di merito va riconosciuta a voi e agli eventi che avete saputo organizzare.
Non c'è dubbio.
Ciò premesso non posso che essere onorato e lusingato dallo spazio dedicato ai lavori miei, di Andrea Laprovitera e di Alessandro Di Virgilio. Sono contento che i libri ti siano piaciuti, sono contento che abbiano centrato l'obiettivo, sono contento e ti sono grato per averli segnalati.

Biri, a nome di tutti, Grazie.

Destabbio ha detto...

Ho vissuto l'organizzazione e promozione dell'evento da lontano, ma la sensazione che ci fosse vero amore verso il medium mi è stato confermato dalle parole di Davide e dalla riuscita dell'evento.

Sono contento che il libro ti sia piaciuto.

biri ha detto...

Grazie a entrambi per le buone parole che, lo dico senza girarci intorno, fanno sempre piacere.
Tralasciando il blog, che è solo un esercizio, sono contento che la passione che ci anima venga trasmessa nelle iniziative che curiamo (non è plurale maiestatis, mi riferisco al gruppo Vastagamma).
Ma d'altra parte se non avessimo autori bravi ed editori coraggiosi...