mercoledì 30 gennaio 2008

Letture (III): La Città del Domani

Howard Chaykin, City of Tomorrow, Magic Press

Un futuro prossimo assai simile al nostro presente, in cui tanto per dirne una il Presidente degli Stati Uniti d'America è una donna di colore dal piglio decisionista (ricorda forse qualcuno?) e la Guerra al Terrorismo viene condotta fabbricando false prove contro nemici designati a tavolino...
C'è tutto Chaykin in City of Tomorrow:
una distopia urbana rétro Anni Cinquanta, questa volta a metà tra Las Vegas e Miami, plasmata da nanotecnologie all'avanguardia;
pupe robotiche mozzafiato che, per lavoro o per piacere, dispensano sesso con rara dedizione;
un eroe ben piazzato all'apparenza granitico ma con molte macchie e anche un po' di paura;
e infine sparatorie, corruzione e romanticismo conditi con la giusta dose di turpiloquio e sane oscenità.
La storia in sé non è particolarmente originale: per salvarsi la pelle il figlio ribelle dell'inventore del paradiso utopico di Columbia è costretto a ritornare in città dopo una fuga durata dieci anni e trova che il sogno urbano del padre si è trasformato in un porto franco per robot mafiosi dediti a droga, gioco d'azzardo e prostituzione. Dovrà quindi lottare per sopravvivere ma, per non essere sconfitto, dovrà prima affrontare il rapporto irrisolto con il genitore.
I colpi di scena non giungono del tutto inaspettati e, forse per recuperare lo spazio sottratto dalle tante splash page dinamiche e spettacolari, ogni tanto la storia risulta penalizzata da eccessive semplificazioni.
A parte qualche passaggio confuso, comunque, il fumetto è ben costruito e accompagna senza noia il lettore alla conclusione un po' scontata della vicenda, complici i bei disegni ammiccanti e il solito, superbo uso del lettering per le irresistibili onomatopee scenografiche.
Unica nota negativa è la deludente colorazione al computer, in questa sede comunque più appropriata che nel precedente Century West.
Ovvio: City of Tomorrow non è Black Kiss, ma la classe del vecchio maestro si sente

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