venerdì 21 dicembre 2007

Several species of small furry animals gathered together in a cave and grooving with a pict


Questo è il racconto che ho scritto per il mio collega di obiettorato in ricordo dell'incredibile periodo che abbiamo trascorso insieme ormai tanti anni fa. Lui è un amante della fantascienza, io (anche) del fantasy quindi è stato naturale ambientare in uno scenario tra il cyberpunk e il tecnomagico questa trasposizione (ovviamente molto romanzata) delle nostre avventure di giovani e spensierati obiettori freschi di laurea.

In principio il libro è stato pubblicato in un'elegante confezione cartonata, rilegata a mano e ulteriormente impreziosita da un cofanetto rigido rivestito in tela.

Una copia unica per un regalo unico.

Ora, per soddisfare la tua curiosità, ha una seconda incarnazione più leggera ma spero altrettanto pregevole.

Troverai ugualmente alcuni refusi. Non li ho corretti per scelta, avendo deciso di ristampare senza modifiche il file originario fortunosamente recuperato dopo una brutta avventura informatica.

Sappi infine che ho scritto queste pagine nel corso di cinque anni, nei ritagli di tempo e avendo come solo punto di riferimento l'unico lettore, con tanto di nome e cognome, al quale erano indirizzate. Alcuni passaggi, dunque, potrebbero risultarti gratuiti, dubbi o poco comprensibili.

Al di là della qualità letteraria più o meno accettabile (e che, intendiamoci, non rivendico) sii certo comunque che tutto ha un senso.

Sebbene posteriore alla stesura di buona parte del testo, perfino la suddivisione in capitoli sulla base dei tarocchi (secondo l'ordine degli arcani maggiori proposto da Wirth) ha un'importante ragione d'essere che lascio al tuo intuito.

Buona lettura.


(dall'Introduzione di un regalo un po' folle che ho fatto quest'anno a un paio di amici curiosi - ovvero: come perseverare con onanistica soddisfazione nell'impiego del proprio tempo in attività altamente improduttive...)

P.S.
L'immagine in alto è la sovracoperta artigianale con cui ho cercato di rimediare a una serie di sfighe intercorse tra la consegna del file in tipografia e il ritiro (sul filo di lana) del volumetto rilegato ma senza copertina. L'effetto finale, comunque, non è stato malaccio.

In attesa della festa pagana...

martedì 4 dicembre 2007

Sogni di Città

Giustamente bacchettato dall'amico Gianluca, torno a farmi vivo con qualcosa che probabilmente non interessa proprio a nessuno, ma che personalmente mi esalta: il racconto (senza fronzoli aggiunti) di un sogno che ho fatto qualche notte fa.
Dato il tema, non sono nemmeno fuori luogo.

Mi piacciono i sogni. Quando me li ricordo godo infinitamente. In genere, al risveglio, cerco di scrivermeli subito per sommi capi perché sono così bizzarri e particolareggiati che, senza uno scheletro cui appigliarmi, fatico poi a rinnovarne nel ricordo la ricchezza sensoriale.
Poiché la mia compagna non condivide affatto questa mia passione per l'onirico (soprattutto quando di prima mattina mi lancio in minuziose descrizioni nel mezzo della colazione) è probabile che in effetti l'unico a ricavare piacere dalla condivisione di queste esperienze sia io. Nel caso mi sbagli invito gli eventuali lettori interessati a commentare a loro volta con i propri sogni.

Mi trovo a Bologna e sono un po' io e un po' Alan Moore. E' mattino presto ed esco a passeggiare per le strade del Centro. E' inverno e fa freddo, ma lascio il giaccone verde scuro aperto sul davanti. La città è deserta. E' una Bologna diversa: le facciate color rosa cardinale dei palazzi storici grondano letteralmente di fregi barocchi anneriti dalla polvere e dallo smog. Ovunque murales che riproducono fotomontaggi/collage in bianco e nero stile Archigram. E' una Bologna diversa, ma ne riconosco i luoghi. Cammino sotto i portici senza incontrare nessuno, tranne il supereroe locale: un uomo-robot dall'aspetto antico (un'accozzaglia di latta alla Mago di Oz simile all'alter ego metallico di Chris Ware) che dopo avermi superato muovendosi a scatti ai margini del mio campo visivo ritrovo letteralmente appiattito dietro una colonna, immobile, intento a sorvegliare la strada. Prima di passare sotto un imponente edificio-ponte ed entrare in Piazza Verdi un piccione, morto stecchito, cade sulla strada. Lo schivo per un soffio e continuo a camminare senza fermarmi pensando che probabilmente è morto per una malattia. Forse la peste. Intanto la città intorno a me si sveglia: alcuni studenti universitari camminano sotto i portici; le saracinesche dei bar si alzano. Una goccia. Tendo la mano. Comincia a piovere.

E' vero, non succede niente. Però...
Quanta Città! E quanto Fumetto!
Probabilmente il fatto che abbia scritto di recente un articolo sulle copertine del New Yorker di Chris "prezzemolo" Ware ha avuto un peso... anche alla luce della New York "post-Katrina" che ho sognato ieri sera!
Ma questa è un'altra storia...





martedì 13 novembre 2007

Letture (I): Il Grande Male

Ho appena finito di leggere l'ultimo libro di Paolo Cossi Medz Yeghern, il Grande Male sullo sterminio degli armeni. Ne scrivo a caldo sperando di riuscire a registrare, senza svilirle, le forti sensazioni che mi ha dato questa lettura emozionale.
Il libro mi è piaciuto.
Non è facile raccontare la Storia. In questo caso, per di più, una parte di Storia a lungo negata.
Eppure Paolo Cossi ci riesce, coinvolgendo il lettore in una narrazione che alterna alle vicende storiche (siamo nel 1915) i vissuti personali di due giovani armeni, un ragazzo e una ragazza, che riusciranno a scampare al terribile genocidio restando comunque segnati dalle atrocità di cui sono stati testimoni.
A definire il contesto molti personaggi, storici e di fantasia, a cui Cossi sceglie giustamente di dare una connotazione (anche grafica) molto forte, sia perché la loro importanza va oltre le poche pagine di presenza nel libro sia perché di fronte a una vicenda di così vaste proporzioni e orrore non è possibile restare indifferenti. Al contrario gli sfondi e il paesaggio appaiono invece meno definiti. Una discrepanza forse non cercata ma tuttavia funzionale a una storia, quella dello sterminio di un popolo, la cui morale è universale e vale per tutti i genocidi perpetrati dall'uomo nei confronti dei suoi simili.
A livello di disegno prosegue il “doppio registro” a cui Cossi ci ha abituati da qualche tempo, con il suo lato “toccafondiano” a portare con forza ed efficacia nel fumetto la realtà documentata.
Unica nota deludente del volume è la confezione: in copertina il titolo non risalta come dovrebbe; nei risvolti il testo, sovrapposto ai disegni, è quasi illeggibile. Peccato.
In conclusione una lettura consigliata, perché la Grande Storia è fatta di tante microstorie. Come quelle di Aram e Sona, del sottotenente Wegner, del turco Murat, del mercante di uomini Nicolaj...





Paolo Cossi, Medz Yeghern, il Grande Male (Hazard Edizioni)

mercoledì 7 novembre 2007

Per dare un senso...

Per dare un senso al titolo del blog forse è il caso che faccia un altro, banale esperimento e posti un paio di immagini.
Siamo a Montreal, in Canada (Quebec, per la precisione). Questo bell'esempio di grattacielo Art Déco (fotografato alla buona dal sottoscritto alla fine dell'estate scorsa) rivive splendidamente nei disegni dell'eccezionale libro musicale Rapide Blanc del talentuoso Pascal Blanchet. Gli aggettivi non si sprecano in questo caso e sono tutti dovuti.
Cosa intenda per "libro musicale" (no, non è un libro con allegato CD) e perché ritenga tanto interessante l'architettura di carta (grazie all'amico Salva per la definizione) del giovane Pascal ho intenzione di scriverlo in un articolo che spero verrà pubblicato in un prossimo futuro.
Per il momento l'invito è a gustarsi un piccolo portfolio di questo grafico pubblicitario prestato (?) al fumetto.

24 hic VASTAGAMMA

Questo primo post è solo un test.

Cacofonie a parte, inauguro questo tentativo di blog nel ricordo di un evento recente veramente bello, legato al fumetto, alla cui organizzazione sono orgoglioso di aver partecipato.
Il 20-21 ottobre scorsi presso la Galleria VASTAGAMMA di Pordenone si è tenuto il 24 Hour Comics Day. Per chi non lo sapesse si tratta di una maratona ludico-artistica non competitiva i cui partecipanti sfidano sé stessi nella creazione di un fumetto completo (soggetto e disegni) di 24 pagine in 24 ore senza preparazione preventiva.
La posta in palio? Il semplice piacere di farlo.

Per VASTAGAMMA, associazione culturale di cui faccio parte, si è trattato di un esperimento. L'evento, di portata mondiale, è approdato nel nostro Paese nel 2005 ma per noi questa era la fatidica "prima volta". Peraltro ci siamo trovati ad organizzare il tutto in appena 18 giorni.
Comunque è andata bene. Molto bene. I partecipanti sono rimasti soddisfatti dell'accoglienza e forse verranno premiati con la pubblicazione delle loro storie su un volume che è attualmente allo studio (incrociamo le dita - anzi, diamoci da fare!) .

Non mi dilungo ulteriormente sia perché questo post è (appunto) un test, sia perché ulteriori e più interessanti informazioni sono disponibili qui:

www.vastagamma.org
www.24hourcomics.com
www.24hic.it