venerdì 27 gennaio 2012

Metamoria


sabato 21 gennaio 2012

Archicomics

In principio fu Archigram.

L'utilizzo del fumetto come sistema descrittivo del progetto, dell'oggetto o del manifesto architettonico è tornato recentemente alla ribalta, con rinnovata consapevolezza e maturità, grazie a una nuova generazione di giovani architetti cresciuti a pane e fumetti.

BIG - Yes is More - Taschen (2009)
Bjarke Ingels, autore nel 2009 dello strepitoso Yes Is More e titolare dello studio danese BIG (Bjarke Ingels Group), indica nel Dark Knight Returns di Frank Miller una delle letture che più hanno influenzato la sua formazione culturale (Domus 953, dicembre 2011, pp.120-126).
Ciò che maggiormente colpisce di Yes Is More è la competenza dei meccanismi narrativi del fumetto dispiegata dal talentuoso Ingels in questa sorta di “Understanding BIG” che illustra la filosofia del gruppo attraverso la descrizione divertita e divertente delle vicende legate alla nascita e allo sviluppo dei singoli progetti elaborati dallo studio. L'ammiccamento al seminale saggio di Scott McCloud è resa evidente dalla presenza in quadro del narratore Ingels che omaggia il fumettista americano indossando da perfetto architetto una maglietta (ovviamente) nera su cui è impresso un grande baloon bianco (su quella dell'alter ego disegnato di McCloud campeggiava il fulmine simbolo del suo personaggio Zot). Il volume si presenta come un corposo fotoromanzo di ben 400 pagine costituito dal montaggio di materiali apparentemente spuri (fotografie, rendering, screenshots) che in realtà dimostrano il ruolo primario svolto dalla struttura nella creazione di una “storia” convincente narrata per immagini.

BIG - Yes is More (pagina interna)
Di Yes Is More ho discusso con Klaus, architetto e vignettista, sul suo blog e rimando ai reciproci commenti che ci siamo scambiati in questo post per ulteriori considerazioni in merito alla forma, più che al contenuto, del libro, in particolare riguardo alla ricercata “fumettosità” di alcune scelte che rendono il volume, oltretutto, un esempio riuscito di marketing in grado di sedurre il pubblico non specializzato.

Jimenez Lai - Citizens of No Place - Princeton Architectural Press (2012)
Anche il giovane Jimenez Lai di Bureau Spectacular ha dichiarato il grande fascino esercitato su di lui dai manga (in particolare quelli di Inoue Takehiko) in occasione dell'intervista concessa a Mason White di Archinet nel 2003 quando era ancora uno studente promettente.
Lai, in particolare, usa il fumetto in maniera programmatica come elemento intrinseco del progetto, come strumento mitopoietico volto non solo a descrivere ma a sostanziare oggetti architettonici d'avanguardia frutto di una ricerca spaziale personale che sfida categorie tradizionali quali interno/esterno ma soprattutto mobile/immobile (l'ambiguità terminologica è qui voluta).
Briefcase House e White Elephant (Privately Softly) ne sono un esempio.

Jimenez Lai - Obstruction: A New Healthy Body (2011) in SOILED n.2
Beninteso, non è qui in discussione la qualità dei singoli fumetti prodotti in seno a questa ricerca: alcune ingenuità nel segno, nello storytelling, nel lettering sono evidenti ma passano in secondo piano se si considerano il contesto in cui queste brevi storie nascono e le finalità che il loro ideatore (che è e resta un architetto) si prefigge.
Autore dal 2008 della rivista autoprodotta Citizens of No Place, Lai è ora in procinto di pubblicare una raccolta in volume dei suoi fumetti per Princeton Architectural Press.

Rem Koohlaas, Thomas Koolhaas, Louis Price - Byzantium da S, M, L, XL - 010 Publishers (1995)
Non è un caso, forse, che sia Ingels che Lai nel loro percorso formativo siano transitati per lo studio OMA di Rem Koolhaas. Koolhaas ha sempre dimostrato una certa attenzione per le molteplici espressioni della cultura dei media tanto che nell' “automonografia” S, M, L, XL (010 Publishers, 1995) descrive il suo impatto con la cultura giapponese in occasione del progetto Nexus World di Fukuoka (1990) accompagnando il testo scritto con vignette tratte da manga di baseball e fotogrammi dei film pornografici censurati tipici del Sol Levante.
Nello stesso S, M, L, XL, poi, il resoconto della tormentata vicenda dell'affidamento d'incarico per la realizzazione del centro residenziale e commerciale Byzantium di Amsterdam (1985-1991) viene demandato per intero a un fumetto realizzato ad hoc (pp.354-361).

Neutelings & Roodben Architecten - European Patent Office - 010 Publishers (1991)
Willam-Jan Neutelings, altro architetto formatosi presso OMA, nel 1990 utilizzò (anche) la tecnica del fumetto nella presentazione del progetto realizzato in collaborazione con Frank Roodbeen per il concorso internazionale di architettura per la sede dell'Ufficio Europeo dei Brevetti di Leidschendam.
Il progetto vinse il concorso (ma non fu realizzato) e venne pubblicato in volume nel 1991 dalla casa editrice 010 Publishers di Rotterdam. Esaurito e (purtroppo) introvabile, il libro può essere visionato integralmente su Google Books.
Nelle pagine finali, Neutelings presenta il progetto con una serie di vignette dal segno pop che lungi dal cercare di riprodurre fedelmente la costruzione futura intendono mettere in evidenza la suggestione di quegli spazi. L'inserimento misurato e attento delle figure stilizzate impegnate in varie attività suggerisce le future destinazioni d'uso comunicando con naturalezza, ad esempio, la natura pedonale o carrabile delle vie d'accesso all'edificio.

Neutelings & Roodben Architecten - European Patent Office (pagina interna)
Neutelings, tra l'altro, si segnala per aver firmato l'introduzione al pregevole libro-oggetto di Pascal Lefevre Architectuur in de Negende Kunst / Architecture dans le neuvième art (NBM-Amstelland, 1996), cofanetto contenente 23 stampe a tema e un breve saggio bilingue su architettura e fumetto il cui testo è fortunatamente disponibile in rete nonostante il volume, anch'esso esaurito, sia di difficile reperibilità.

Pascal Lefevre - Architectuur in de Negende Kunst / Architecture dans le neuvième art - NBM-Amstelland (1996)
Gli architetti, insomma, hanno spesso flirtato col fumetto...

(1 - continua)

martedì 3 gennaio 2012

Breve storia (futura) di Tokyo

Giuseppe Lo Bocchiaro - Tokyo e il futuro della città
Mentre prosegue la pubblicazione online della sua tesi di dottorato Il linguaggio del fumetto tra città e Piano, sul suo blog personale l'architetto Lobo ha reso disponibile un breve articolo in forma di fumetto che parla del futuro della città attraverso le citazione delle opere di alcuni grandi mangaka.

mercoledì 21 dicembre 2011

lunedì 12 dicembre 2011

venerdì 2 dicembre 2011

Fantastic Laura

Laura Ferracioli per Lo Spazio Bianco
A chiusura dell'iniziativa Fantastic Four Celebration Lo Spazio Bianco pubblica oggi la controcopertina del numero 1 de i Fantastici Quattro realizzata da Laura Ferracioli, che mi pregio qui di segnalare.
Laura non solo è un'amica, ma è anche un'artista straordinaria in grado di cogliere l'essenza delle cose e darne un'interpretazione acuta e sottile. Le sue opere, in superficie sempre accattivanti, rivelano una densità di lettura insospettata; che non manca nemmeno in questo omaggio all'originale di Jack Kirby che chiude la galleria orchestrata da Davide Occhicone.
Citando direttamente un commento pubblicato sul sito, non posso non rimarcare anch'io come in questo caso "la Donna Invisibile è VERAMENTE invisibile!!!" (Francesca Rossi).
Scontato? Non credo. E tutt'altro che banale.

lunedì 21 novembre 2011

Prime regule dal Gnogno Club: no sta a fevelâ dal Gnogno Club


Ricevo... e violando allegramente la prima regola del Gnogno Club volentieri rilancio!

Ciak! Si ride con i Gnognosaurs!

Vi avranno raccontato che il cinema lo hanno inventato i francesi, e che il padre del più importante metodo di recitazione era un russo. Tutto sbagliato! Prima di loro, nel Giurassico, c'era il maestro Pteroslavskij, il regista più famoso della preistoria.

Sull’onda di un successo consolidato, ecco tornare (dalla preistoria) i Gnognosaurs!
I divertenti fumetti in fiulano, nati dalla matita di Andrea “Dree” Venier, tornano in questi giorni in libreria con Gnognowood, il terzo libro sui simpatici personaggi, edito ora da La Vita Cattolica e sempre fedele all’idea di divertire e tenere viva la cultura friulana anche nella sua diffusione linguistica.
Nuovi protagonisti, nuova veste e nuova cornice per gli amati personaggi, che si cimenteranno con l’ottava musa combinando i soliti disastri, e secondo il classico modo di dire friulano dimostreranno che...

IL GIURASSICO… AL JERE DUT UN CINE!

Difficile che esista ancora chi non li conosce, non li ha mai letti, non ha mai riso con loro…
I Gnognosaurs, divertenti personaggi giurassici nati dalla fantasia e dall’abile mano dell’artista friulano Andrea “Dree” Venier, prendono vita nel 1996 come strisce a fumetto disegnate per divertire ed insegnare.
Disarmanti dinosauri preistorici con la caratteristica di essere particolarmente tonti e di usare, per esprimersi, la marilenghe (in friulano "tonto" o "ingenuo" si dice "gnogno"), sono pubblicati per la prima volta in italiano nel 1995 con il nome di Pazzosauri, ma ben presto si riappropriano delle radici e del loro habitat, assumendo il nome di Gnognosaurs e calpestando il territorio friulano anche nel modo di esprimersi.
Da allora in avanti, la scalata al successo è inarrestabile e la loro simpatia un’arma implacabile!

Per chi volesse incontrarli di persona le presentazioni del libro sono previste per il fine settimana, venerdì alle ore 18.00 a Pordenone presso la “Libreria del Centro” (via Borgo Sant'Antonio, 2) e sabato alle ore 18.30 al cinema “Il Visionario” di Udine (via Asquini, 33).

l'eccelso maestro Pteroslavskij dei Gnognosaurs di Dree Venier
Il simpatico blog dei Gnognosaurs, zeppo di Gnognogadgets e curiosità, è qui.